La giornata di ieri è stata fondamentale il futuro della Legabasket. Si è tenuta infatti l’Assemblea di Lega che ha definitivamente concesso la presidenza a Maurizio Gherardini. Si è conclusa quindi ufficialmente l’era Gandini, anche se il dirigente originario di Varese continuerà a guidare la LBA fino alla conclusione fiscale della stagione, ovvero ad ottobre. Ci si chiede ora quali saranno le prime mosse di Maurizio Gherardini in versione presidente, dopo i tantissimi anni di successi come dirigente sportivo. L’attesa è tanta per capire quali passi muoverà un uomo di sport, investito di fiducia da tutti i più importanti club italiani.
A questi quesiti ha provato a rispondere lo stesso Maurizio Gherardini, intervistato dai colleghi di Eurodevotion a poche ore dall’ufficialità del suo mandato. Vi lasciamo qui il link all’articolo completo, di cui riporteremo alcuni dei passaggi più significativi di seguito.
Sul suo cambio di ruolo, da dirigente sportivo a presidente di un campionato:
Non è un compito agevole e devo imparare tante cose perché mi sono sempre occupato di un club mentre ora ne avrò 16. La prospettiva cambia di molto. Vorrei contribuire ai grandi cambiamenti che le sfide del basket moderno obbligano ad affrontare. La Lega stava già crescendo e deve farlo sempre di più. Dapprima sarà una fase di studio perché da fuori avevo una prospettiva, all’interno ne avrò certamente un’altra. Sarà un lavoro con adrenalina differente da quella della vita di club, con un dovere certo: tutti dovremo condividere analisi, strategie ed obiettivi.
Su cosa fare per rilanciare definitivamente la Serie A italiana:
Dovremo impostare regole chiare verso il futuro, discuterle e poi deciderle chiaramente. Studiare gli altri che stanno facendo meglio sarà imprescindibile, vedi ad esempio la ACB che ha lanciato la Liga U22 definendola uno dei passaggi più importanti della loro storia. Capire come e perché si fa meglio è un esercizio di umiltà che aiuta a crescere.
Dovremo accordarci per migliorare le strutture di ogni singolo club, ragionare su settori giovanili e giocatori. Rispettare le differenze tra gli stessi club ma su un chiaro percorso comune di regole. Dovremo alzare i nostri standard sempre di più. Una struttura minima per ogni club non potrà mancare in tutte le aree: marketing, social media, ticketing etc.
Sulla necessità di muoversi insieme verso un unico obiettivo:
I ragionamenti sui principi devono esser gli stessi per tutti, seppur considerando le differenze che è ovvio ci sono. Ma se non condividiamo allora diventa difficile. Dovremo adottare una sostenibilità che sia di base per tutti. E’ importante digerire il cambiamento necessario tutti insieme.
