Il basket italiano ha celebrato il suo atto finale in una cornice che definire elettrizzante sarebbe riduttivo. All’Inalpi Arena, davanti a un pubblico delle grandi occasioni, l’EA7 Emporio Armani Milano ha sollevato la Coppa Italia 2026, superando una coriacea Bertram Derthona con il punteggio di 85-77. Una vittoria che segna la definitiva consacrazione di Peppe Poeta nel ruolo di allenatore, capace di vincere lo stesso trofeo otto anni dopo averlo alzato da capitano sul parquet.
La cronaca della finale: il ruggito di Milano e il cuore di Tortona
La partita è stata un vero e proprio ottovolante di emozioni. Milano ha cercato di scappare subito, chiudendo il primo quarto sul 33-18 grazie alla regia magistrale di Shields. Tuttavia, Tortona non è rimasta a guardare: con una difesa asfissiante e le triple chirurgiche di Hubb e Gorham, i piemontesi hanno ribaltato l’inerzia, portandosi addirittura a +6 dopo l’intervallo lungo.
Il finale, però, è stato tutto di marca meneghina. L’energia di Brooks e la solidità di Bolmaro hanno permesso all’Olimpia di piazzare il contro-sorpasso decisivo. I canestri finali di Guduric e Nebo hanno messo il sigillo su una sfida che rimarrà negli annali per intensità e qualità tecnica.
Maurizio Gherardini esprima la sua soddisfazione
Oltre al dato sportivo, a trionfare è stata la città di Torino. I numeri diffusi dalla Lega Basket parlano chiaro: la finale ha fatto registrare il record assoluto di 12.597 presenze, portando il totale della manifestazione a oltre 40.000 spettatori in quattro giorni.
L’indotto economico è stato imponente: un giro d’affari da 12.5 milioni di euro, con un moltiplicatore di valore altissimo (118.5 euro generati ogni 100 investiti). Il presidente della LBA, Maurizio Gherardini, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come la “fame di basket” sotto la Mole sia più viva che mai, lasciando aperta la porta per una quinta edizione consecutiva nel capoluogo piemontese, come riporta Il Corriere di Torino.
Solidarietà e storie di sport: il ritorno di Polonara
Non solo competizione, ma anche grandi lezioni di vita. Tra gli ospiti d’onore della kermesse spiccava Achille Polonara. Il campione, impegnato in una coraggiosa battaglia contro la leucemia, ha commosso la platea annunciando l’obiettivo di tornare in campo il prossimo 22 marzo nella sfida tra la sua Sassari e Milano.
L’evento ha inoltre confermato la sua vocazione sociale grazie alla collaborazione con la Fondazione Candiolo: ogni tripla segnata durante le Final Eight si è trasformata in una donazione di 100 euro per la ricerca sul cancro, unendo il gesto atletico alla solidarietà concreta.





