La serie tra Olimpia Milano e Umana Reyer Venezia si sposta al Taliercio sul punteggio di 2-0, con i lagunari che escono sconfitti anche da gara 2 al Forum di Assago. Come riportato da Il Gazzettino, è stata una partita segnata, ancora una volta, da un avvio disastroso per gli orogranata: 13-0 il break iniziale di Milano, una falsa partenza che ha condizionato l’intera serata, proprio come era già successo in gara-1.
Se nel primo match Venezia aveva almeno retto per qualche minuto la pressione dei padroni di casa, stavolta non c’è stato nemmeno quello. Il copione si è ripetuto in modo ancora più netto, con Milano che ha allargato rapidamente il divario ogni volta che la Reyer provava ad avvicinarsi. Il momento più pesante è arrivato a 5’37” dall’intervallo: dal 38-33, l’Olimpia ha piazzato un parziale di 24-6 che ha di fatto chiuso i conti prima ancora della ripresa.
LeDay e Brooks, un tsunami dall’arco
A fare la differenza sono state soprattutto le triple. LeDay e Brooks hanno letteralmente demolito la difesa veneziana: il primo ha chiuso il primo tempo con un perfetto 4/4 dall’arco, il secondo con un altrettanto impeccabile 3/3. Numeri che Neven Spahija ha commentato con onestà, senza cercare alibi tattici:
«L’ottanta per cento delle volte sono stati dei tiri contestati, non si poteva fare di più»
E ancora, riconoscendo apertamente il valore dell’avversario:
«Ancora una volta complimenti ai nostri avversari, non solo per la vittoria che hanno ottenuto, ma anche per il livello di pallacanestro che hanno espresso»
Il messaggio allo spogliatoio e la fiducia nel Taliercio
Nonostante il doppio svantaggio nella serie, il coach ha scelto la strada della compattezza e del sostegno ai suoi giocatori, chiedendo esplicitamente che nessuna critica varchi la soglia dello spogliatoio:
«Stiamo lavorando da dieci mesi praticamente ogni giorno. In questo campionato abbiamo perso e vinto partite, ma siamo sempre rimasti uniti. Adesso non deve entrare nello spogliatoio nessuna critica, nessuna rabbia. Dobbiamo solo supportarli»
Spahija ha anche riconosciuto un dato di fatto oggettivo: Venezia non dispone di una panchina lunga quanto quella milanese, e la stanchezza accumulata si fa sentire. La serie si sposta ora al Taliercio, e il tecnico si aggrappa al calore del pubblico di casa come fattore determinante per riaprire i giochi.
«Penso che il nostro pubblico possa aiutarci tantissimo. Il nostro palazzetto è un vulcano»
