4- Dolomiti Energia Trentino (-1)
KO che fa male quello del PalaVerde. Una partita in cui la solita grinta trentina viene spazzata via da quella di Treviso, capace di limitare l’estro degli esterni di coach Galbiati (3 punti per la coppia Hubb-Ellis). Anche i lunghi trentini faticano a contenere l’entusiasmo degli avversari, concedendo ben 14 rimbalzi offensivi. Con così tante seconde opportunità lasciate, sperare di vincere diventa molto complicato.
3- Virtus Segafredo Bologna (-1)
Primo vero segnale di allarme in casa Virtus. Dopo il KO di Milano, arriva lo stop interno contro Venezia. Due sconfitte contro squadre che, presumibilmente, si ritroveranno il prossimo maggio a disputare i playoff. Sconfitta meritata, che sarebbe potuta già arrivare nei regolamentari con Belinelli e compagni bravi a rientrare per ben due volte dal -10. Il problema per coach Banchi potrebbe essere la gestione delle energie: in vista del prossimo doppio impegno di coppa, utilizzare per tanti minuti i soliti protagonisti, senza dar loro possibilità di recupero, potrebbe diventare un boomerang pensando al finale di stagione.
2- Umana Reyer Venezia (+2)
Venezia supera la Virtus al termine di una partita che, per ben due volte, la formazione lagunare ha rischiato di buttare al vento. Infatti, nel solo ultimo periodo in ben due occasioni Tucker e compagni hanno toccato il +10, concedendo sempre a Bologna di riagguantare la partita. Nell’ultima circostanza, coach Spahija ha avuto dei brividi freddi con la Virtus che ha avuto addirittura il pallone della vittoria. Nel supplementare, la Reyer è stata lucida a rimontare da -3 e portare a casa il successo, anche se c’è stata polemica per qualche fischio arbitrale, specie nei secondi conclusivi dei regolamentari.
1- Germani Brescia (=)
Vittoria sofferta ma meritata che vale anche l’aritmetica qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Tre periodi in cui l’equilibrio regna sovrano e, quando la partita si fa importante, questa Brescia ha sempre dimostrato di rispondere presente. Negli ultimi 5 minuti di gara, la difesa di coach Magro diventa un muro di gomma che respinge tutti gli assalti reggiani, concedendo appena 3 punti a dispetto dei 12 realizzati. La cosa che più fa paura (dal lato avversari) è che l’unico canestro del parziale Reggio lo segna a 69″ dalla sirena finale.
