Si è concluso anche il dodicesimo turno di LBA, che ci offre le prime due qualificate per le Final Eight di Coppa Italia, ovvero Brescia e Venezia.
Brescia supera Reggio Emilia e si conferma capolista, mentre Venezia super la Virtus dopo un supplementare. Milano soffre, ma espugna Varese rilanciandosi per un piazzamento migliore in vista della rassegna di Torino, mentre Scafati supera Napoli, aprendo la mini crisi dei partenopei.
Da segnalare i successi importanti, in ottica salvezza, di Sassari su Brindisi e Treviso a Trento.
Dopo questo breve recap, andiamo a vedere come si modifica il nostro power ranking al termine della giornata.
16- Happy Casa Brindisi (=)
Ore la parola retrocessione è uno spauracchio che si avvicina sempre di più. Dopo il KO con Treviso, un altro scontro diretto perso. Troppi punti concessi a Sassari dentro l’area senza riuscire a trovare soluzione alla fisicità dei lunghi di coach Bucchi. Se poi ci aggiungiamo che i piccoli brindisini rendono il giusto, con Senglin che offre il suo contributo, cosa che manca da Jackson, giocatore arrivato proprio per prendersi delle responsabilità e aiutare la squadra a risalire la corrente. Probabilmente servirà qualche altro innesto, magari di giocatori che conoscono la nostra realtà, imitando quanto fatto da Treviso visti i benefici che ne ha giovato.
15- OpenJobMetis Varese (-1)
Varese ha una faccia diversa, ma ancora non basta. Anche se per 30′ il sogno di battere Milano c’è ed è più vivo che mai, nonostante le assenza pesanti. Giocando ai ritmi di Varese, controllare le palle perse è essenziale: purtroppo le 14 perse, troppe se consideriamo le sole 7 di Milano, sono un dato che condanna le ambizioni di successo. Per coach Bialaszewski, comunque, c’è da portare a casa quanto di buono fatto: fino a 3′ dalla fine la gara era ancora in bilico. Poi i campioni di Milano sono saliti alla ribalta, spostando gli equilibri. Con queste premesse, le speranze di migliorare la classifica ci sono.
14- Nutribullet Treviso (+1)
La truppa trevigiana pare aver trovato la svolta: con Trento arriva il terzo successo consecutivo che addirittura toglie Treviso dalla zona retrocessione. Contro Trento, pur senza Olisevicius e Harrison, arriva una prova mostruosa di Pulicap, da tempo disperso: 19 i rimbalzi catturati dal centro di casa, dato clamoroso. E giusto per sottolineare il suo dominio, tutta Trento ne ha presi 25! Sono tutti gli USA a guidate la riscossa trevigiana, con buone cose (finalmente) anche da Justin Robinson.
13- Banco di Sardegna Sassari (-2)
Un vero e proprio toccasana questo successo, dopo il tonfo di Brescia. La prestazione generale conta poco in questi casi: gli scontri diretti si devono vincere al di là di qualsiasi ragionamento. Sassari sfrutta molto bene la giornata positiva de dentro l’arco (oltre il 60% a fine gara) che va a bilanciare le percentuali scadenti da fuori. Il ritorno di Diop, poi, permette di avere un Gombauld meno stanco a fine gara, oltre che un giocatore che porta sostanza in termini di fisicità e rimbalzi. Di fatti anche la lotta sotto i tabelloni va a favore dei sardi.
12- Carpegna Prosciutto Pesaro +1)
Interrompere la striscia positiva d Pistoia non era certo scontato. Certo, se a 10′ dalla fine sei sul +12, non ti aspetteresti di dover lottare fino alla sirena per sbancare il PalaEstra, ma tant’è. Il 47-29 confezionato nel cuore della partita poteva lasciare un pochino di serenità in più, ma il solito blackout pesarese non manca mai. Per fortuna il cuscinetto di vantaggio è sufficiente a resistere al rientro pistoiese e prendersi una vittoria pesante.
11- Givova Scafati Basket (+1)
Primo successo di coach Boniciolli sulla panchina scafatese, e che successo! Vincere il derby a quelle latitudini dona una specie di immortalità cestistica. Passando alle cose di campo, la nuova versione giallo blu, molto più votata al gioco interno con l’aggiunta di Gamble, pare funzionare discretamente, visto che sia l’ex Virtus quanto Nunge e Pinkins si sono fatti sentite. Se aggiungiamo le prove di Rivers, anche lui un lungo, e di Pini in uscita dalla panchina, il pacchetto lunghi è di altissimo livello. Il problema è sempre quello degli esterni: Robinson non convince, Logan non può sempre fare partite da fenomeno. Il rientro di Strelnieks potrebbe aiutare.
10- Bertram Derthona Tortona (=)
Brusco stop per la squadra di coach Ramondino che, salvo clamorosi ribaltoni, dice addio alla possibilità di qualificarsi per le finali di Coppa Italia, fallendo così il primo obiettivo stagionale. A Cremona ancora una volta difetta, e molto, il tiro da tre: un 7/27 finale che non lascia scampo. Anche l’ultimo arrivato, Noua, dopo l’eccellente esordio, ha un brusco risveglio. L’assenza di Chris Dowe è pesante, certo, ma non dev’essere un alibi. Quest’anno Tortona è in una netta involuzione di gioco.
