PENELOPE E LA STRAGE DEI PROCI

Praticamente la totalità dei bookmakers oltreoceano identifica in Embiid il favorito nella corsa all’MVP. Eppure, almeno un altro quintetto di superstar avrebbe le carte in regola per giocarsela fino in fondo. Le avrebbe, ma non tutte. Oltre al 30 degli Warriors con gli occhi da cerbiatto, due europei stanno inanellando prestazioni memorabili con apparente disinvoltura e facilità. Tuttavia, sia i Mavericks di Luka Doncic che i Nuggets di Nikola Jokic non stanno rispettando le attese, possedendo uno score peggiore rispetto alle annate precedenti nonostante le prestazioni delle proprie stelle. Se valuable corrispondesse semplicemente a “migliore”, non ci sarebbero discussioni. Che piaccia o no, LeBron James la spiega ancora a tutti. I Lakers di quest’anno, momentaneamente orfani di Anthony Davis, stanno faticando più del previsto, e il Prescelto non ha ancora inserito le marce alte. L’età avanza anche per un automa come lui: s’hanno da risparmiare le batterie. Giova sempre ricordarlo: la stagione non è uno sprint, è una maratona. Volete che LBJ non si presenti all’ultimo km a giocarsi la vittoria? L’evoluzione Bucks è quanto mai emblematica se si analizza il percorso dell’annata del suo alfiere: Giannis Antetokounmpo, il giocatore forse i cui pregi e difetti sono resi nella maniera più esplicita sul parquet, ha sì vissuto momenti indubbiamente complicati. Da inizio febbraio, però, nessuno nella Lega è parso così detonante e dirompente. Siamo sicuri che i giornalisti vogliano assegnare l’MVP per la terza volta consecutiva nelle mani dello stesso giocatore? Che barba, che noia; che noia, che barba. Tre anni: un’eternità per la lavatrice NBA. Come non menzionare James Harden? Il trattamento riservato a Houston, però, rischia di pesare assai sul bilancino dell’MVP…
Brutto da dire: per eleggere il migliore, si procede per esclusione. Dimenticarsi delle emozioni che solo il basket giocato sa regalare per concentrarsi su imperturbabili numeri e statistiche. Approfondire il percorso e la tendenza di mercato e interessi extra campo invece che apprezzare unicamente quanto il gesto tecnico possa elevare l’essere umano su di un livello superiore. Dove saltare a rimbalzo o schiacciare a canestro avvicina al piano divino. Joel Embiid MVP? Se si votasse oggi, probabilmente sì. Che sia il camerunense o chiunque altro. Che il potente spettacolo continui.




