UNA NAPOLI SOLIDA E TIGNOSA COGLIE IL PRIMO SUCCESSO STAGIONALE SBANCANDO (79-86) PER LA QUARTA VOLTA IN 5 ANNI, IL PALAVERDE DI VILLORBA. TANTI I PROTAGONISTI PER COACH ALESSANDRO MAGRO, PALMA DI TOP SCORER CHE VA A SAVION FLAGG E RASIR BOLTON, ENTRAMBI AUTORI DI 18 PUNTI. LA NUTRIBULLET HA ANCORA DA CARBURARE, TROPPO LEGGERA IN DIFESA E SPESSO IMPRECISA NELLE FINESTRE CHE GLI AVVERSARI LE HANNO CONCESSO.
Via la scimmia della prima vittoria stagionale per il Napoli Basketball di coach Alessandro Magro. Con una prestazione solida, dominante nei quarti centrali, i partenopei si aggiudicano la posta in palio al PalaVerde di Villorba al cospetto di una Treviso che ha subito fisicamente gli avversari e non ha saputo sfruttare l’avvio di gara in cui Aamir Simms, decisivo nel finale, aveva commesso prematuramente due falli. 6 gli uomini in doppia cifra per Magro, su tutti Rasir Bolton e Savion Flagg, autori di 18 segnature a testa, ma bene anche Mitrou-Long, cresciuto alla distanza, El-Amin, importante nel momento dell’allungo, Croswell, e lo stesso Simms.
MVP: Rasir Bolton
Rientra da un infortunio e non forza praticamente mai, commette una sciocchezza nel primo quarto ma si riprende alla grande, tormentando l’avversario diretto con vari primi passi brucianti. Se aggiusta anche la mira a cronometro fermo, può diventare un rebus per chiunque dovrà marcarlo.
Da rivedere: Muhammad-Ali Abdur-Rakhman
Atteggiamento troppo timido per l’ex Pesaro e Bilbao, non riesce mai ad entrare in partita e non fa niente per farla venire da lui. Soffre sistematicamente i primi passi dei dirimpettai e non si prende un’iniziativa che è una, lasciando troppo spesso il peso offensivo ai compagni. Non era questo il giocatore che coach Rossi sperava di avere a disposizione.
NUTRIBULLET TREVISO
Ragland 5,5: segna 14 punti ma non riesce mai a far partire le sue solite trame di gioco, in parte per merito degli show aggressivi dei lunghi di Napoli, in parte per una giornata storta che certifica con la gomitata più che evitabile ad El-Amin. Alla distanza si perdono le sue tracce.
Abdur-Rakhman 4: che fine ha fatto Carmen San Diego? E perché ha la numero 5 della Nutribullet? Non si fa vedere praticamente mai, eppure dovrebbe essere una delle bocche da fuoco principali della squadra. Perde palle sanguinose e fatica a tenere il passo dei suoi diretti avversari in difesa. Non può essere lui quello che deambulava al PalaVerde stasera.
Torresani 5: pasticcia un po’ troppo e spreca l’occasione di guadagnare posti nelle gerarchie di coach Rossi.
Miaschi 6,5: segna la bomba che riavvicina a -6 la Nutribullet quando, ormai, è troppo tardi, tuttavia si spende a lungo per provare a variare lo spartito offensivo. Chiude a 10 punti.
Pinkins 6,5: gladiatorio a dir poco, finisce per cedere qualcosa alla stanchezza quando Simms, rientrato più fresco, gli sbarra la strada. Intanto lo toglie dalla partita per lungo tempo, poi sfiora la doppia doppia, tra i migliori.
Chillo 5: mette a referto una tripla aperta, gironzola intorno al perimetro attendendo gli scarichi, non scarta, a cronometro fermo, il regalone fattogli da El-Amin.
Stephens 7: quando è servito in profondità fa valere la propria esperienza, quando rientra in campo, però, i buoi sono già lontani. Bastione solitario.
Pellegrino 4,5: in 5 minuti riesce a fatturare un non invidiabile -8 di plus/minus, perde due palloni banali, non intimorisce sotto canestro e Napoli attacca il ferro con più decisione.
Olisevicius 7-: comincia la gara in profondo letargo, si sveglia a partire dal secondo quarto ma subisce sia la fisicità di Flagg che la rapidità di Bolton, accoppiato a lui nel momento in cui Napoli mette le mani sulla partita.
Bedin, ne.
Guidolin, ne.
Spinazzé, ne.
Coach Alessandro Rossi 5: più che per la prestazione in sé, per le potenzialità che ha di far giocare un bel basket alle proprie squadre. L’assenza di Weber pesa tantissimo nelle rotazioni e ci può stare, ma non si vedono ancora quell’intensità e quella condivisione del pallone che sono il suo marchio di fabbrica.
NAPOLI BASKETBALL
Flagg 7,5: quando decide di attaccare il ferro diventa problematico porvi freno, vince il duello fisico con i dirimpettai, pur forzando qualche soluzione. Efficace anche quando viene spostato in ala grande.
Mitrou-Long 7: cresce alla distanza, prendendo il testimone da Gentile, e sigilla il successo con giocate importanti su ambo i lati del campo. Piccolo neo i tiri liberi lasciati sul ferro.
El-Amin 6+: protagonista nell’aggancio partenopeo, dopo la gomitata ricevuta da Ragland esce un po’ dai radar della partita, salvo riapparire per brevissimi istanti.
Croswell 6,5: non sfigura contro Stephens ma nemmeno vince il duello, produce punti grazie alla sua reattività e tiene bene il campo, da limare il posizionamento dei blocchi, vista la fiscalità del metro voluta per questa stagione.
Faggian 6: non segna, ma nemmeno gli viene poi chiesto. Partita di sacrificio su Olisevicius che riesce a limitare nel momento in cui il lituano sembra svegliarsi del tutto, ringhia su chiunque passi dalle sue parti, il plus/minus di +11 gli dà ragione.
Treier 5: i problemi di falli di Simms gli aprono una finestra per incidere, ma è ancora lontano parente del giocatore affidabile visto nella scorsa stagione.
Gentile 7: 10′ in campo che pesano come un macigno sul divenire della gara, segna due triple che cambiano totalmente l’inerzia e rivendicano la famosa second unit tanto criticata nelle prime due uscite stagionali.
Simms 6,5: pronti via e pensi che la sua serata sia già finita, due falli e panchina. Aspetta che la partita vada da lui e la griffa con due triple che tagliano le gambe a Treviso. Bravo a gestirsi anche quando Magro lo posiziona da pivot nel quintetto piccolo.
Caruso 5,5: ancora progressi nella metà campo difensiva ma è troppo timido in attacco. Sembra patire oltremodo il dualismo con Croswell.
Bolton 7,5: parte e non lo prendi più, semina tutti e va ad appoggiare facile facile. Nel primo tempo mette il suo mattone anche da molto oltre il perimetro davanti all’espressione stupita di Ragland. Folletto.
Saccoccia, ne.
Gloria, ne.
Coach Alessandro Magro 7: prestazione solida, in continuità con i progressi già mostrati sabato scorso. Dice che c’è ancora molto da migliorare e dobbiamo credergli, il ritmo di evoluzione della squadra lascia davvero ben sperare per il futuro.
