Pagellone dei giocatori
Difficile trovare un MVP in una stagione di Napoli che ha visto alternarsi i suoi protagonisti. Emblema della schizofrenia partenopea è, infatti, Elijah Stewart, passato da oggetto misterioso ad artefice di una salvezza decisamente meno tranquilla rispetto agli obiettivi d’inizio anno.
Ma andiamo più in profondità.
Michineau 5,5: il playmaker transalpino ha offerto lampi delle sue capacità sparsi nella stagione, tuttavia ha anche inanellato una serie di prestazioni anonime o, peggio, disastrose, soprattutto nell’ultimo scorcio di gestione Buscaglia.
R. Johnson 4: troppo solista per stare in un contesto di squadra, alle sue sporadiche buone prestazioni corrispondeva un calo sensibile del resto della squadra. Prima del taglio riesce anche a toccare il fondo nel derby con Scafati.
Howard 6,5: il folletto terribile mette la firma sull’impresa della Segafredo Arena, ma anche sulla rimonta contro Milano al PalaBarbuto. Quando è in giornata sono dolori per tutti. L’arrivo di Young ne provoca un lungo appannamento che finisce appena in tempo per evitare il peggio.
J. Young 4,5: doveva essere il revulsivo capace di rilanciare le ambizioni della squadra, risulta quasi una zavorra. Solo una prestazione degna del suo curriculum da capocannoniere di Eurocup, tra l’altro sfortunata per il risultato finale, finisce ai margini della rotazione di Pancotto.
Stewart 7: per coach Pancotto ‘Stew’ è l’effervescenza, tuttavia la prima parte di stagione dell’ex Cluj è talmente anonima da farne invocare il taglio alla piazza che ne ignora i problemi fisici al ginocchio. Nella seconda parte di stagione viene fuori con prestazioni sempre più solide e si dimostra decisivo nelle gare che valgono la salvezza.
Agravanis 6: resta una meteora di passaggio, resta il rimpianto per quanto avrebbe potuto fare in tutta la stagione. Poco da dire, però, quando arrivano offerte non pareggiabili dal club. Peccato.
E. Williams s.v.: di lui resta un visto sprecato per appena 4′ di gioco.
D. Davis 6: alterna prestazioni di grande solidità ad altre in cui incorre presto in problemi di falli, lascia a stagione inoltrata per motivi disciplinari.
Wimbush 7: l’ultimo visto a disposizione della GeVi Napoli ha un impatto importante nel finale di stagione, portando energia e bidimensionalità che tanto mancavano sotto il canestro partenopeo. Professionista esemplare, agguanta il rimbalzo decisivo che sancisce la vittoria a Verona che vale la salvezza.
J. Williams 7,5: nelle difficoltà come nell’ottimo tramo finale è quello che ci prova sempre. Si guadagna un posto nel miglior quintetto del campionato grazie alla sua energia ed al suo gioco di piedi che compensa ampiamente la sfida con dirimpettai più alti.
Uglietti 7: si fa letteralmente in quattro nella propria metà campo, pochissimi i passaggi a vuoto, anche se spesso è troppo solo.
Zerini 6: una prima parte di stagione in cui fatica, una crescita costante fino alle prestazioni solide del finale di stagione in cui è decisivo dal punto di vista difensivo. Contro Venezia viene punito ben oltre i propri demeriti da Watt.
Zanotti 4: il feeling con squadra e allenatore non scatta mai, il suo apporto è men che marginale. Finisce anzitempo la sua avventura, certamente non rimpianto da Pancotto.
Dellosto 6,5: doveva essere il decimo, quello che prendeva i minuti a partita finita. Arriva ad essere anche lanciato in quintetto da Pancotto e non fa mai mancare impegno soprattutto in difesa.
