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Nate Ament, dalla strage in Rwanda alla chiamata NBA: la favola del talento azzurro

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Nate Ament

Una storia incredibile che tocca tre continenti, attraversa momenti drammatici come il genocidio in Rwanda e si conclude con il sorriso più bello: quello di una nonna fiera e commossa. Nella notte del Draft NBA 2026, il nome di Nate Ament è risuonato al numero 13 assoluto. Chiamato inizialmente dai Miami Heat, il ragazzone di 2 metri e 10 centimetri giocherà in realtà con la maglia verde dei Milwaukee Bucks a causa di un precedente scambio tra le franchigie.

Dietro la nascita di questo nuovo talento della pallacanestro mondiale c’è un filo invisibile ma indissolubile che porta direttamente a Pisa e a Patrizia Paoletti Tangheroni, ex parlamentare e figura di spicco della città toscana. Fu proprio lei, durante una missione in Rwanda nel 1986 come consulente dell’Unione Europea, a conoscere e successivamente adottare la madre di Nate, Godelive. Scampata alle tragedie del proprio paese d’origine, Godelive ha studiato infermieristica in Italia, diventando cittadina italiana al 100%. A Pisa ha vissuto anche il primo figlio della donna, Manny, nato dall’amore con lo statunitense Albert Ament, prima del trasferimento definitivo della famiglia in Virginia, negli Stati Uniti.

Nate Ament, le parole di nonna Patrizia: «Un ragazzo unico e dolcissimo»

Raggiunta telefonicamente a Roma — dove si trova per assistere un’altra figlia vicina al parto — Patrizia Paoletti Tangheroni non ha nascosto la propria travolgente emozione per il traguardo storico del nipote, sul cui profilo social campeggiano fiere le tre bandiere di USA, Italia e Rwanda, come ha dichiarato a La Nazione – Pisa:

«Io lo so che vuole parlare di mio nipote. Nate per me è una grandissima soddisfazione, è un ragazzo speciale, davvero, una persona bella. Sono tanto orgogliosa di lui, la scelta al Draft per un giocatore di basket è una cosa speciale. Sono la nonna da cui è partito tutto, diciamo. Godelive è tanto legata all’Italia e spero di poterla riabbracciare presto, insieme a Nate. Lei deve tutto all’Italia e a Pisa, e questo lo riconosce sempre.»

Nonna Patrizia ha poi concluso con un pensiero dolcissimo, che svela il lato più umano del nuovo giocatore dei Bucks:

«Nate è dolcissimo, un ragazzo bravissimo cresciuto in una famiglia seria, con grandi valori umani. Quando le cose non andavano gli scrissi: “La tua famiglia ti vorrà bene sempre, a prescindere dal successo, l’importante è che tu sia felice”. Sono certa che adesso, che il successo è arrivato, sia tanto felice.»

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Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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