Gara 2 tra Clippers e Nuggets ha già rovesciato il copione della serie.
KAWHI LEONARD MASTERPIECE IN GAME 2!
?️ 39 PTS
?️ 15-19 FGM
?️ 5 AST
?️ 2 STL
?️ 4 3PMClippers even the series 1-1 in a THRILLER in Denver ? pic.twitter.com/9pFIrooD1a
— NBA (@NBA) April 22, 2025
Dopo un inizio titubante, L.A. ha trovato la sua identità, ha dominato a tratti e, soprattutto, ha strappato il fattore campo con una vittoria per 105-102. Il protagonista? Kawhi Leonard, chirurgico, implacabile, inarrestabile: 39 punti con 15/19 dal campo. Ma oltre alla prestazione del numero 2, ci sono almeno cinque elementi che meritano una riflessione:
1. Nicolas Batum è l’arma in più dei Clippers
Il che può sembrare strano per un giocatore rimasto in campo per soli 18 minuti con un 2 su 5 al tiro. Ma il vero “effetto Batum” non si legge nel box score. Con lui sul parquet, i Clippers guadagnano ordine, intelligenza e una dose extra di versatilità. Difende su tutti (anche contro i lunghi o contro giocatori più veloci di lui nonostante l’età) non si tira mai indietro a rimbalzo e grazie ai suoi 216 cm di apertura alare permette a L.A. di non andare sotto anche nelle versioni di quintetti “small”.
In attacco, è il classico giocatore che non forza ma che sa sempre cosa fare con la palla. E quando la palla scotta o il tempo si avvicina allo zero, i suoi tiri in emergenza risultano efficaci e quasi di routine.
Se i Clippers vogliono davvero mettere la freccia contro Denver, Batum dovrà essere centrale. E al momento, sembra esserlo.
2. La stazza è tornata importante?
Negli ultimi anni, la NBA ha spostato con decisione le analisi dei propri scout verso giocatori piccoli, veloci, perimetrali. Ma, guardando questa serie ma anche in altre dei playoff, si ha la sensazione che la fisicità stia tornando di moda.
Ivica Zubac sta confermando la sua stagione da candidato Difensore dell’anno e, come anticipato nella preview della serie, sta facendo il lavoro sporco contro Jokic meglio di chiunque altro.
Il serbo chiude comunque con una tripla doppia da 26-12-10, ma perde 7 palloni e tira “solo” col 50%(la percentuale più bassa di tutta la stagione). Merito principalmente della presenza del centro croato, che costringe Jokic a rallentare, riflettere e quindi a perdere quell’istintività che lo rendono infermabie.
La tendenza al ritorno allo schierare del tonnellaggio si è vista appunto anche in altre serie come ad esempio con OKC che schiera regolarmente due lunghi, o Houston che ha messo in difficoltà Golden State sotto le plance in Gara 1 con la fisicità di Steven Adams. La stazza, insomma, è tornata di moda. E i Clippers ce l’hanno eccome.

3. Jokic la Passa troppo?
Potrebbe sembrare un po’ assurdo mettere in discussione le scelte di un tre volte MVP e che ha appena chiuso una partita(e una stagione) con una tripla doppia, ma è difficile uscire da queste due gare senza pensare che stia passando un po’ troppo la palla.
Come accennato in precedenza, si prende un attimo in più(o anche due) prima di decidere se tirare. E durante molte delle sue penetrazioni in Gara 2, quando si ritrovava nella posizione perfetta per il suo classico floater da 1-1,5 metri, invece di concludere, cercava di scaricare il pallone verso un tagliante come Peyton Watson o Russell Westbrook.
Altre volte, quel volpone di Lue creava dei finti raddoppi solo per mettergli pressione e portarlo a fare un passaggio a tagliare il campo. Passaggio che veniva regolarmente intercettato dalla difesa californiana.
C’è ovviamente valore nel cercare di coinvolgere i compagni, ma a volte, la giocata migliore per Jokic (e per la squadra intera )è semplicemente quella più “egoista”: tirare.

4. I Clippers possono essere la vera sfidante di OKC ad Ovest?
È sicuramente presto per fare qualsiasi tipo di ipotesi, ma sotto sotto l’idea inizia a prendere forma. Se L.A. supera Denver, potrebbe essere un ostacolo più pericoloso del previsto per i rampanti Thunder.
Perché?
Perché Kawhi e Harden possono tenere il ritmo di Shai Gilgeous-Alexander, mentre Zubac renderebbe complicata la vita negli attacchi al ferro. I Clippers hanno inoltre una batteria di difensori perimetrali pronti a sporcare ogni possesso, e lo stanno dimostrando, hanno talento e esperienza per colpire chiunque. OKC rimane favorita, ma questa L.A. potrebbe essere più di una mina vagante.
5. Kawhi sano può essere considerato un Top10 Player All Time?
39 punti con 19 tiri sono qualcosa di surreale soprattutto se si pensa che la maggior parte di questi erano tiri contestati.
Al di la delle cifre, basta guardare come si muove adesso Kawhi per tornare con la mente al 2019, quando entrò in modalità Cyborg e trascinò Toronto allo storico titolo.
La Percezione che abbiamo della sua carriera è assolutamente viziata da tutti gli infortuni che hanno preceduto l’impresa del 19 e che sono avvenuti in maglia Clippers. Ad oggi nel suo plamares personale ci sono 2 MVP Finals con due squadre diverso, due premi come difensore dell’anno e sei presenze ASG, ma le sue statistiche complessive ne limitano seriamente il posto nella storia del gioco.
Se la salute l’avesse sorretto è facile poter pensare di inserirlo in una lista dei migliori 10 di ogni tempo considerando che attacca con la ferocia di Jordan e difende con l’intensità di Pippen… Se sano, sono davvero pochi i giocatori da poter affiancare al suo livello

Bonus: I Nuggets… devono preoccuparsi?
Non è il momento di far suonare l’allarme. Non ancora. Denver ha ancora il miglior giocatore della serie (e probabilmente del mondo) ha una chimica rodata e l’esperienza di chi ha già vinto.
Ma ora, senza il fattore campo dalla propria, sta vedendo dei Clippers sempre più in fiducia e sta mostrando qualche crepa difficile da ignorare.
Michael Porter Jr. è stato un fantasma (2 su 10 al tiro), Jamal Murray è sembrato acciaccato e poco esplosivo (3 su 13), e la rotazione corta potrebbe diventare un problema soprattutto in trasferta.
Se Denver non riuscisse ad aggiudicarsi almeno una delle prossime due gare a Los Angeles, la pressione potrebbe iniziare a diventare complicata da gestire… Molto complicata.
