La concorrenza è più agguerrita rispetto al passato
Un campionato stravolto in una bubble continua, senza l’apporto dei tifosi, allenamenti ridotti e contagi sempre dietro l’angolo, comporta equilibrio maggiore quest’anno, con minuscole differenze fra leader di division e inseguitrici. Ciò vuol dire che ancor di più il finale di torneo sarà caratterizzato da elevata stabilità fra le contendenti e che quindi già dal primo turno di playoff si potrebbe incontrare una compagine pronta a sorprendere. Ad est poi la concorrenza è maggiore rispetto agli ultimi anni, coi Sixers migliorati in panchina ed Heat e Raptors in ritardo causa infortuni ma sempre pericolosi e con qualche cartuccia da giocarsi in sede di trade. I sempreverdi Celtics, i nuovi Nets e i solidi Pacers sono altre squadre in lizza per le Finals, mentre i giovani Hawks continuano il processo di crescita e Knicks e Cavs vedono la luce in fondo al tunnel. Se si superasse questo percorso dantesco, fuori portata sembrano invece i Lakers, praticamente unica franchigia inarrestabile finora, ricca anche di inedite alternative di valore al tandem dei sogni James-Davis.

Ci sentiamo, comunque, di essere positivi per la stagione dei Bucks, abili, a nostro avviso, da un lato a trovare la quadratura del cerchio per riprovare l’assalto al Grande Ballo, sempre che Giannis si mantenga lucido ed altruista nei momenti determinanti, dall’altro consci che l’obbligo vittoria non può esistere in una competizione di livello elevato quale è l’NBA attuale. La certezza col greco al timone è di guardare al vertice per molto tempo ancora, cosa non da poco e che non molti possono vantare, cercando poi di farsi trovare pronti quando la dinastia James cesserà e si cercherà un sostituto che ne erediti il dominio.





