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NBA, ItalBasket: Quale futuro per Simone Fontecchio?

Con l’eliminazione dei suoi Miami Heat al primo turno dei Play-In contro gli Charlotte Hornets, si é ufficialmente conclusa la quarta stagione in NBA di Simone Fontecchio.

In questa stagione

Il cestista italiano classe ’95 si é reso protagonista di una stagione più che discreta con la canotta degli Heat: 8.5 punti, 3.0 e 1.4 assist di media, giocando quasi 17 minuti a partita per un totale di 70 presenze stagionale, tirando con il 49.7% da due punti e il 37.5% da dietro l’arco.

Se escludiamo la breve parentesi (18 partite) nella quale Fontecchio fu allenato da Monty Williams dopo esser passato dagli Utah Jazz ai Detroit Pistons nel febbraio 2024 (dove mantenne una media di oltre 15 ppg), quella di quest’anno é stata probabilmente la miglior versione di Simone, o perlomeno la più matura e completa cestisticamente, da quando gioca in NBA.

Nonostante i discreti numeri, il rapporto fra Fontecchio e l’head coach di Miami Eric Spoelstra non é stato esattamente tutto rose e fiori, come testimoniano anche i soli sei minuti di gioco concessi al cestista abruzzese nella partita dei Play-In contro gli Hornets e le sole 9 partite nelle quali è partito nel quintetto titolare.

Tra l’altro, in queste nove partite Fontecchio ha mantenuto una media di 13.8 punti, a dimostrazione di avere le qualità di aumentare ancora di più la propria vena realizzativa se messo nelle migliori condizioni per farlo. Verso fine stagione sono emersi rumors su ragioni finanziarie. Gli Heat erano vicini alla soglia della luxury tax e si è ipotizzato che Spoelstra stesse testando alternative più economiche (come il rookie Keshad Johnson o Myron Gardner) in vista di una possibile separazione estiva per motivi di budget. Anche il ritorno di Herro e Powell ha contributo alla perdita di spazio per Fontecchio.

Intesa con Bam

Con Bam Adebayo invece l’intesa cestistica si è rivelata ottimale: oltre ad aver infranto un record storico, primo duo a superare soglia 100 punti in una partita dai tempi di Wilt e Al Attles (83 per Bam e 18 per l’Azzurro). Né Kobe & Shaq, né Jordan e Pippen o KD e Westbrook, ma Adebayo e SIMONEFONTECCHIO, è giusto ricordarlo. La sua efficacia è massima nelle conclusioni frontali (46.4% da tre) e nelle situazioni di catch-and-shoot generate dai blocchi e dai passaggi di Adebayo. Anche per questo forse Simone in quintetto ha reso così bene.

I numeri di Fontecchio

Spoelstra lo ha definito più volte un giocatore molto esperto, umile e utile alla causa dei suoi Miami: Simone si è infatti integrato subito nella cosiddetta Heat Culture, come testimonia il carrer high raggiunto da Fontecchio nella statistica rimbalzi offensivi (4.9%). 0.8 rimbalzi offensivi su 16.8 minuti di gioco è un ottimo rapporto che evidenzia il grosso effort anche fisico di Fontecchio in questa stagione.
L’intensità in entrambe le fasi del campo richiesta da Spoelstra ai propri giocatori ha dato i suoi frutti, infatti Simone è migliorato molto anche nella gestione del proprio fisico in fase difensiva: molte volte l’Azzurro si è alternato nella marcatura di esterni o ali potenzialimente molto pericolosi delle squadre avversarie.

Fontecchio
Simone Fontecchio

La sua grande qualità però si è confermata ancora una volta la spot up three, il tiro sullo scarico: il 36.7% di questo tipo di conclusioni è stato trasformato in canestri da Fontecchio in stagione. La percentuale di 57.9% di true shooting evidenzia come Simone sia stato un tiratore eccezionali a tutti i livelli per Miami. La sua efficienza beneficia della presenza di creatori di gioco puri. In transizione, gli schemi di Spoelstra che prevedono “finti stagger” (utilizzare un cambio di direzione prima del secondo blocco tipico dello stagger e lo usa come perno attaccare il canestro) o uscite dai blocchi sono ottimizzati per sfruttare la sua rapidità di rilascio.

La sua zona preferita in stagione si è quella centrale (sempre per quanto riguarda il tiro da tre punti) con il 46.4%, mentre paradossalmente fa molta più fatica con le triple dagli angoli. E ovviamente, anche da wide open si é rivelato una sentenza con un sonoro 44%.
Altro dato estremamente interessante e significativo dei suoi miglioramenti a 360 gradi è il rapporto fra assist e palle perse a partita: 2.06. Valore a dir poco eccezionale per un’ala con le sue caratteristiche.

Un dato negativo però è stato il calo di precisione vicino al ferro: nonostante l’ottima mano da fuori, ha chiuso con il 50% da due punti, faticando maggiormente nelle conclusioni nel traffico rispetto alla sua precedente esperienza ai Pistons. In particolare, il 58.8% dal ferro testimonia ancora qualche difficoltà nella finalizzazione nel traffico.

Quale futuro per Simone Fontecchio?

Il futuro di Fontecchio però é tutt’altro che certo: per la prima volta in carriera l’Azzurro sarà un Unrestricted Free Agent, ovvero avrà la completa libertà di scegliere per che squadra firmare in estate in base alle proposte che arriveranno, senza imposizioni contrattuali restringenti come ad esempio l’opzione squadra. Sebbene in una recente intervista lo stesso Fontecchio abbia ammesso come la sua priorità sia quella rifirmare con Miami, per motivi sportivi ma anche familiari, ma é impossibile prevedere oggi quale sarà l’andamento della prossima free agency.

L’NBA é un mondo estremamente assoggettato da repentini cambi di decisione: ad esempio qualora Miami, dopo la prematura esclusione dalla postseason, decidesse in estate di portare in Florida un giocatore di alto livello dallo stipendio importante, sarà quasi impossibile per loro avere le risorse finanziarie per offrire un contratto anche a Fontecchio che non sia al minimo salariale.

La priorità assoluta di Fontecchio sarebbe quella di rimanere a Miami. D’altra parte però il profilo di Simone può interessare potenzialmente anche a molte altre franchigie in America e non solo: buon tiratore da tre e difensore con o senza palla più che discreto, il prototipo della classica 3-and-D Wing che va molto di moda nell’NBA moderna. Nonostante l’altezza e il peso, 203 centimetri per 95 chili, possiede un’ottima rapidità laterale e, sommato a un invidiabile QI cestistico, lo rendono un tipo di giocatore che potrebbe amalgamarsi perfettamente con quasi tutte le grandi stelle della lega. Nonostante ci sia qualche timida voce, mi sento di escludere un suo possibile ritorno in Eurolega.

Fontecchio é giunto in un punto della carriera dove potrebbe arrivare a guadagnare oltre 10 milioni a stagione, soprattutto se dovesse decidere di firmare con una squadra in rebuilding, solitamente disposte ad offrire contratti più ricchi a questo archetipo di giocatore, oppure rinunciare a qualche milione di stipendio per giocarsi le proprie carte in una contender: se dovessi fare un’analisi estremamente precoce e fantasiosa basandomi solamente sulla struttura dei vari roster ad oggi, due grandi squadre della Eastern Conference come i Boston Celtics e i New York Knicks potrebbero essere concretamente interessati a portarsi a casa un profilo con le caratteristiche di Simone

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