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NBA: Silver accusato di aver appoggiato un dittatore africano

L’NBA ormai da molti anni sta cercando di allargare la propria influenza, con un’espansione che vuole arrivare a toccare quanto più possibile i vari continenti. Se ultimamente si sta parlando di una crescita nella collaborazione tra la lega americana e l’Eurolega, in altre parti del globo la mano del presidente Adam Silver è arrivata a contribuire direttamente alla nascita e formazione di un intero movimento cestistico. È questo ciò che è successo in Africa con la nascita della Basketball African League, creata appunto con uno sforzo congiunto di NBA e FIBA. Tuttavia, nelle ultime settimane, diverse ombre si sono sollevate attorno all’operato dei due enti nel continente.

Una ricerca pubblicata da ESPN un mese fa ha accusato l’NBA di avere intessuto forti rapporti con Paul Kamage, presidente del Rwanda da molti considerato un dittatore. La sinergia in atto con Kagame sarebbe stata fondamentale nel riuscire a mettere in piedi la Basketball African League ma, dall’altro lato, avrebbe costretto la Lega a trascurare alcuni abusi di diritti umani fondamentali.

Il governo del presidente Rwandese più volte ha ricevuto accuse di avere soppresso con la forza chi vi si opponeva. Dal suo canto, Kagame ha sempre rigettato queste insinuazioni, che ha definito come tentativi di minare la sua presidenza. Nonostante questo, più volte la Human Rights Foundation ha suggerito che Kagame utilizzasse la cooperazione con l’NBA e con altri enti sportivi come un modo di coprire i propri abusi e il proprio regime autoritario. Un’accusa che, se confermata, getterebbe enormi dubbi sull’operato della Lega stessa, che più volte nella propria storia ha sottolineato la voglia di posizionarsi come un faro di giustizia sociale.

L’ultima parte di questa vicenda, che vi invitiamo a recuperare sul sito di ESPN, è l’arrivo nella giornata di ieri di una lettera da parte di due senatori statunitensi verso Silver. Marsha Blackburn e Jeff Markley hanno accusato il presidente di “avere messo il profitto davanti all’etica” nella situazione riportata da ESPN. Inoltre, hanno classificato Kagame come un dittatore e despota. Tutti coloro che cercano di opporsi a lui, infatti, verrebbero “imprigionati, fatti scomparire o brutalmente uccisi”.

I senatori hanno chiesto a Silver di rispondere entro una settimana ad una serie di domande. In particolare, vogliono che il presidente descriva lo scopo della relazione tra l’NBA e il governo Rwandese. Oltre a specificare quali procedimenti la Lega avrebbe intrapreso per garantire un miglioramento delle vite dei cittadini in Rwanda, “inclusi quanti sono stati soggetti di abusi ai propri diritti umani”. Il vice commissario NBA Mark Tatum aveva infatti risposto così alle accuse di ESPN:

Le conversazioni che abbiamo avuto con Paul Kagame si sono concentrate su come migliorare le vite delle persone in Rwanda. Come possiamo creare, come possiamo inspirare e connettere le persone attraverso il basket per rendere le loro vite migliori.

Kagame è a capo della presidenza del Rwanda dal 2000, ed è da poco stato rieletto per un ulteriore mandato con il 99% dei voti. Vedremo quale sarà la risposta di Silver a queste ulteriori accuse, arrivate direttamente dal Senato degli Stati Uniti d’America. Di certo, questi fatti evidenziano dei lati oscuri del suo operato come mai accaduto prima.

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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