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NBA: Stephen Curry e i record inarrivabili

5 anni e 268 partite dopo è accaduto l’impensabile: Wardell Stephen Curry II ha chiuso una partita senza segnare una tripla.

“La striscia è morta, lunga vita alla striscia” semicit, molto più semi che cit. Nella tradizione francese la versione originale della locuzione (“Il re è morto, viva il re!”) era usata per annunciare la morte del re e contemporaneamente augurare un lungo e prosperoso regno al suo successore. Nel nostro caso, però, trovare un successore dello Chef (così soprannominato perché solito “cucinare” gli avversari) è un’affare non da poco. Steph ha cambiato il gioco in maniera irreversibile ed è indiscutibilmente il miglior tiratore che si sia mai visto nella storia della pallacanestro. Ora, però, cerchiamo di capire anche attraverso i numeri quanto il suo impatto sia stato determinante e quanto sia effettivamente inarrivabile la guardia di Golden State.

Viaggio nel tempo

Per comprendere bene l’incredibilità di questo record di Steph possiamo provare a ricordare com’era l’NBA l’ultima volta che Steph ha chiuso una partita senza realizzare una tripla, l’8 novembre 2018. Gli Warriors puntavano al threepeat con Durant e Cousins in squadra, Kyrie Irving vestiva la maglia dei Celtics mentre ai Pelicans c’era la coppia Holiday-Davis, ancora lontano dai Lakers a cui era appena approdato LeBron, all’epoca in roster con Lonzo Ball e Brandon Ingram.

 

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L’unico che può teoricamente insidiare questo record sarebbe Lillard, che attualmente ha una striscia attiva di 107 partite con almeno una tripla. Non ci va proprio vicinissimo.

Il miglior tiratore della storia

Tendenzialmente non esiste una maniera univoca per spiegare questo tipo di considerazioni: per alcuni il miglior giocatore è quello che segna i tiri più difficili, per altri quello che ne segna di più, mentre per altri ancora è quello che riesce a segnare nei momenti decisivi. Con Curry questo tipo di problema non sorge perché domina qualsiasi aspetto del dibattito: è indiscutibilmente il miglior tiratore di tutti i tempi. Sia che si voglia guardare ai numeri, sia che si voglia guardare al coefficiente di difficoltà dei tiri. Prendendo banalmente in considerazione la classifica dei migliori realizzatori da 3 punti di tutti i tempi troviamo al primo Stephen Curry con 3505 triple segnate, seguito da Ray Allen con 2973. 532 triple in più, con la leggera differenza che Steph ha giocato 394 partite in meno di Ray. Quest’ultimo, come accade spesso in NBA, non è mancato dal dimostrare il proprio riconoscimento nei confronti della leggenda degli Warriors, a cui lo stesso Allen ha consegnato una maglia celebrativa del momento in cui Curry lo ha sorpassato in testa alla classifica dei marcatori da 3 punti.

Nella stagione 2005-06 Allen aveva stabilito il record di 269 triple segnate in una stagione, che però ora è l’undicesimo miglior totale di tutti i tempi. Cinque dei primi 10 risultati sono di Curry. Nel 2016, anno del secondo MVP (primo unanime della storia), ha chiuso la stagione con 402 triple segnate, una media di 5.1 a gara. Fino ad allora il record era di 3.5 triple e risaliva alla stagione 2012-2013. Vi lascio indovinare chi lo ha stabilito. Avete detto Curry? Bravi, però era facile. Nel 2019 Steph ha eguagliato il suo stesso record nel 2019, per procedere poi a battere il primato nel 2021, quando ne ha segnate di media 5.3.

Sul podio per il maggior numero di triple realizzate in una stagione, al primo posto troviamo proprio Curry versione 2016, al secondo James Harden nel 2019 e al terzo di nuovo Curry, questa volta nella stagione 2019 (ci fermiamo qui, ma al quarto e quinto posto ci sono altre due stagioni diverse di Steph). La classifica dei giocatori più veloci a raggiungere almeno 100 triple in stagione, invece, vede al primo posto Curry con 19 gare nel 2021-22, al secondo Curry con 20 gare nel 2015-16 e al terzo posto chi se non Curry, con 20 gare nel 2018-19? Ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Il video di tutte le triple segnate da Steph nel 2015-16 durava quasi 45 minuti, pertanto ci siamo limitati a mettere le 13 triple con cui ha stabilito il record di tiri da tre segnati in una gara, battuto nel 2018 dal compagno Klay Thompson.

L’impatto in NBA

Nelle 11 stagioni in cui ha giocato almeno 60 gare, Steph è stato il giocatore con più triple realizzate per 8 volte. Quello che fa più impressione, però, è vedere come il numero di triple tentate e realizzate a gara siano cresciute per tutta l’NBA. Mentre nella stagione 2005-06 il numero di triple segnate a partita era in media 11.5, nel 2020 siamo arrivati a 24.5 triple a gara: ben più del doppio.

Questa tendenza riguarda non solo le guardie ma anche i centri, a cui sempre di più si richiedono abilità al tiro così da riuscire a spaziare meglio il campo, costituendo una potenziale minaccia fuori dal perimetro. Mentre dal 1979 fino al 1984 solo lo 0.9% dei tiri dei centri avveniva dal perimetro, nel 2000 questo dato è arrivato fino all’8.7%, per arrivare al 18.5% della scorsa stagione.

L’eredità

Abbiamo quindi spiegato come Steph abbia rivoluzionato il modo di difendere nel basket, influenzando la concezione di attacco e anche lo stile di gioco delle nuove generazioni. Tuttavia, a 15 anni dal suo approdo in NBA non esiste ancora nessuno che sembra poter eguagliare quel giocatore che in inglese si definisce “one of a kind”, ovvero unico nel suo genere. Prima di essere draftato Trae Young sembrava poter essere l’erede prediletto di Curry, quantomeno per la somiglianza nella selezione dei tiri, ma alla sua sesta stagione in NBA il playmaker di Atlanta è ancora lontano (numericamente parlando e non) dal poter essere accostato allo Chef.

Curry, classe 1988, inizia ad avere un’età un po’ avanzata, ma la cosa che non sembra gravare fisicamente su di lui tanto quanto sta facendo sul suo roster. Alla quindicesima stagione NBA Steph si sta ancora caricando sulle spalle la squadra di San Francisco in un’annata decisamente non semplice, a causa delle ripetute squalifiche di Draymond Green, di un’inizio non molto costante di Klay Thompson e anche di un impatto di Chris Paul che, fra alterco con gli arbitri e numeri non esorbitanti, avrebbe forse fatto sperare qualcosa di meglio.

Steph, nonostante tutte le difficoltà, sta comunque viaggiando a 28 di media con il 46% dal campo e il 41% da tre (e un 93.4% ai liberi che per lui non fa notizia, ma che è il dato più alto in carriera), dimostrandoci che effettivamente di giocatori così non ne fanno più e che per vedere di nuovo un tiratore come lui (se mai ci sarà) dovremo aspettare ancora molto molto tempo.

Tommaso Busato
Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.

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