Il mercato NBA è praticamente fermo da inizio regular season ma la Trade Deadline è ormai all’orizzonte, con diversi team che devono ancora decidere come approcciarsi all’ultimo periodo di trattative.
Comprare o vendere? Dall’introduzione del Play-In è diventato molto più semplice ‘vedere’ i Playoff, e con la classifica corta può bastare una serie positiva per modificare i piani.

Ad oggi sono 4 le franchigie che hanno in mente soprattutto il fenomeno Victor Wembanyama, la sicura prima scelta assoluta del Draft NBA 2023.
Possiamo affermare che con ogni probabilità Spurs, Rockets, Pistons e Hornets penseranno ad ottenere asset futuri nei prossimi 20 giorni, mentre per molte altre squadre la situazione non è così chiara.
Quelle che seguono sono considerazioni e/o pronostici sul periodo più bollente del mercato NBA.
I Lakers di LeBron
Impossibile non partire dai gialloviola, con il Front Office messo costantemente sotto pressione da LeBron James. Record di punti a parte, il Prescelto vuole un roster il più possibile competitivo.
“In questo momento siamo un team che non può permettersi di sbagliare nulla per vincere una partita. Dobbiamo giocare un basket senza errori”
La situazione dei Lakers è ben nota, se escludiamo LBJ e Anthony Davis il parco giocatori non gode di grande considerazione in giro per la lega. I principali (unici?) asset per migliorare il roster sono le scelte future, le prime 2027 e 2029 più ben 7 seconde. L’opzione Myles Turner-Buddy Hield per Westbrook più le due prime sembra ormai tramontata, e appare chiaro che Pelinka sia disposto a privarsi delle due pick solo in cambio di un vero difference maker. Possibilmente una guardia con tanti punti nelle mani, come Bradley Beal e Zach LaVine.
L’alternativa più logica, soprattutto pensando ai 30/35 milioni di spazio sotto il cap la prossima estate, potrebbe essere quella di investire alcune delle seconde scelte su profili potenzialmente utili nel breve termine. Pensiamo a Cam Reddish, ormai ai margini dei Knicks, tiratori come Garrison Mathews e Terence Davis, o atleti più esperti come Justin Holiday e Josh Richardson. O al limite il solo Hield.
John Collins
Il recente ribaltone nel Front Office degli Atlanta Hawks indica l’intenzione di intervenire anche sulla squadra, protagonista di una prima metà piuttosto anonima. Collins è sul mercato da tempo, la sua probabile uscita se non altro consentirà A di distribuire minuti a talenti più versatili e promettenti come Jalen Johnson e AJ Griffin, e B di passare a un assetto con un solo big man. Decisamente più congeniale al duo di star del backcourt, Trae Young e Dejounte Murray.
Chissà che l’ottimo lavoro svolto da Onyeka Okongwu durante l’assenza di Capela non convinca i ‘falchi’ a valutare la partenza del centro svizzero.
This and that
- Per quanto riguarda le squadre fuori dai giochi, oltre ai nomi già al centro dei trade rumor indichiamo PJ Washington (restricted free agent in estate), Kelly Oubre Jr e Mason Plumlee (entrambi in scadenza). I Pistons sembrano sfuggire a certe logiche di mercato, il GM Troy Weaver ha il grilletto facile e un buon occhio per il talento. Sia Bojan Bogdanovic che Alec Burks potrebbero interessare diverse franchigie, ma la loro cessione non è così scontata.
- In una situazione totalmente diversa si trova James Wiseman, centro ricco di potenziale ancora inespresso a causa di una serie di infortuni. Cosa farà Golden State in caso di offerte? Potrebbe essere l’ultima occasione per cederlo senza perderci troppo. Intendiamoci, l’ex Memphis ha tutto il tempo per rimediare alla falsa partenza, ma un team con il payroll dei campioni in carica è costretto a fare determinate valutazioni.
- È di ieri la notizia della ferma richiesta di rinforzi fatta da Luka Doncic ai Dallas Mavericks, che Mark Cuban ha provato subito a smentire.

La difesa degli uomini di Jason Kidd è crollata, in parte anche a causa degli infortuni a diversi role player, ma il problema rimane. Così come il super lavoro cui è costretto lo Sloveno, che magari lo porterà a vincere l’MVP ma non il titolo.

La tabella mostra chiaramente il calo delle percentuali di Doncic tra primo e secondo tempo.
Fare nomi per i Mavs è decisamente complicato, almeno per chi Vi scrive si tratta del team più imprevedibile quando si parla di mercato. Probabilmente perché il buon Cuban pretende l’ultima parola…
- Chiudiamo con un accenno agli Utah Jazz, per auspicare uno scenario che preveda più spazio per Simone Fontecchio nel finale di stagione. Tra trade e buyout potrebbero salutare i vari Mike Conley, Malik Beasley, Rudy Gay e Jarred Vanderbilt. A quel punto coach Hardy utilizzerebbe il resto della stagione per capire su chi puntare nel lungo periodo. Con un ruolo fisso in rotazione, e senza la paura della panchina al primo errore, l’ala azzurra potrebbe dimostrare di che pasta è fatto anche oltreoceano.





