Home Lega Basket Spahija dopo gara 1: «La differenza? La panchina di Milano»

Spahija dopo gara 1: «La differenza? La panchina di Milano»

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Neven Spahija
Foto Sergio Mazza / Ciamillo-Castoria

Neven Spahija ha parlato a lungo in sala stampa dopo la sconfitta della Reyer in gara 1 della semifinale contro Milano, disputata all’Unipol Forum. Come riporta Il Gazzettino, il tecnico dei veneziani ha analizzato il ko senza cercare alibi, riconoscendo la superiorità degli avversari ma guardando già alla prossima sfida:

«Prima di tutto complimenti ai padroni di casa, che hanno dato un’ottima prestazione, sia a livello offensivo che difensivo. Sono stati meglio di noi sin dall’inizio di questo incontro».

Il divario si è costruito soprattutto nella prima parte della partita, con Milano che ha trovato ottime percentuali dall’arco. Da quel momento in poi, la Reyer non è più riuscita a rispondere colpo su colpo:

«Ad un certo punto noi non siamo riusciti più a segnare. Si vede la differenza di qualità e di profondità di Milano rispetto a noi, e anche la fisicità è davvero impressionante. Però questi sono i playoff. La prima l’abbiamo persa, a questo punto andiamo a preparare la seconda».

Il peso della panchina e le responsabilità del quintetto

Spahija ha messo il dito su un aspetto preciso: la differenza di roster tra le due squadre. Milano ha potuto contare su una panchina che ha inciso in modo determinante, mentre Venezia non dispone della stessa profondità. In questo contesto, il contributo dei titolari diventa ancora più decisivo:

«Milano è una squadra straordinaria, hanno vinto grazie alla panchina che ha fatto cose pazzesche, il nostro roster non è così. Se il nostro quintetto non gioca a livello alto, è molto difficile poter mettere in difficoltà un avversario del genere».

Tra i giocatori veneziani, Spahija ha citato Amedeo Tessitori come uno dei pochi a mantenere standard elevati: «In questo momento sta giocando una pallacanestro di altissimo livello», ha detto il coach, sottolineando però che dagli altri servirà qualcosa in più.

C’è poi un fattore di freschezza atletica da considerare. La Reyer ha già consumato energie significative nei quarti contro Bologna, mentre Milano è arrivata a questa semifinale in condizioni migliori. «Spesso Milano ha fatto quello che ha voluto», ha ammesso Spahija, che ha però indicato un segnale positivo: nel secondo tempo Venezia ha giocato con maggiore fiducia, e da lì si riparte per costruire la risposta in gara 2.

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