Il capitano della Nazionale italiana di pallacanestro Nicolò Melli è stato intervistato da Domani. Ecco le dichiarazioni più importanti rilasciate da Melli.
Sulla vittoria di EuroLeague
“Se penso alla notte dell’Eurolega mi commuovo ancora. Era una ossessione. L’ho visto negli occhi di mia moglie che aveva addosso il marsupio con nostra figlia Ludovica. Anche lei era in lacrime, lacrime e liberazione”.
Sul pianto a fine gara
“Erano di liberazione. Per me EuroLeague era diventata una ossessione. Basile prima della partita mi aveva scritto ‘Oh maestro, noi ci diciamo così, mi raccomando vincete stasera, ormai la finestra si sta chiudendo’. Sai l’età- Ogni anno che passava era una possibilità in meno. Avrei voluto essere in campo negli ultimi 6 minuti, ma non parlerò dei falli. Quando ho capito che avevamo vinto, mi è salita questa marea, una specie di liberazione”.
Nicolò Melli chiude con questa riflessione sul possibile vuoto che lascia dentro una grande gioia:
“E’ un pensiero che ho avuto dopo la partita. Siamo andati a mangiare in hotel, volevo poi condividere questi momenti con la mia famiglia. Sono rimasto un’ora e mezza in stanza con Jalcub, che è il mio migliore amico, a parlare. Anche lui è sempre stato con me, a Reggio avevamo giocato insieme. E abbiamo parlato di come la felicità sia un momento, invece l’incazzatura e la tristezza te le porti dietro molto di più. E’ sbagliatissimo. Però un po’ è così. Adesso mi ricordo le volte in cui ho perso: avevo il senso di pesantezza dentro. Adesso ho questa sensazione di leggerezza”.
