Nel corso di una lunga intervista concessa a BasketNews, Nicolò Melli ha ripercorso la sua avventura in maglia Olimpia Milano e ha svelato un retroscena su quanto accaduto nel corso dell’ultima estate.
Un retroscena interessante, che ha visto coach Trinchieri e lo Zalgiris Kaunas interessarsi alle vicende di Melli nel corso del finale della passata stagione, quando Nicolò non aveva ancora rinnovato con Milano. E’ lo stesso Nik a confermarlo:
“Confermo. Lo Zalgiris si era interessato a me. Avevo già trascorso due stagioni molto buone con Trinchieri. Sapevo che cosa mi avrebbe chiesto e come avrebbe voluto che giocassi. Ci ho riflettuto. Ho atteso di capire che cosa avrebbe voluto fare Milano con me. Poi l’Olimpia ha preso la sua decisione, e tutto è successo molto rapidamente. Anche il Fenerbahçe mi voleva. Ho parlato con Jasikevicius e sono tornato a Istanbul”.
Sulla sua esperienza a Milano
“L’esperienza è stata vincente perché abbiamo conquistato tre scudetti consecutivi, un traguardo che non si può certo dare per scontato. Le ultime due stagioni in Eurolega, invece, non sono state positive come la prima, dove abbiamo quasi raggiunto le Final Four. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto in quei tre anni, attraverso tante difficoltà, ma mi sarebbe piaciuto ottenere un risultato diverso, almeno in EuroLeague. A volte non si riesce a trovare qualcosa. Non direi la chimica, perché a Milano c’era un gruppo fantastico. Ma a volte non si riesce a ‘cliccare’ per diverse ragioni”.
Sul rapporto con gli allenatori
“Quando un allenatore urla, lo fa per un motivo. Forse noi giocatori possiamo non essere d’accordo con quel motivo. Ma la sostanza non cambia, che sia Obradovic o Trinchieri. Quando ti gridano qualcosa, nella maggior parte dei casi hanno ragione loro, perché vedono la partita da fuori. Noi giocatori abbiamo tanta adrenalina in circolo. Ma gli allenatori ne hanno ancora di più, perché hanno più responsabilità. È normale che, nelle fasi concitate di una partita, ti urlino addosso. Fa parte del nostro lavoro, siamo tutti adulti. La cosa importante, però, è il rispetto, che ci deve sempre essere. Ed è sempre stato così con questi allenatori. Se la strigliata riguarda soltanto il basket, non c’è problema”.
Su Jasikevicius
“Jasikevicius si concentra moltissimo sui dettagli. Ha idee ben chiare e ce le comunica. I giocatori sanno cosa devono fare in campo. Ha un filosofia precisa sia in attacco che in difesa. Ma non voglio parlare troppo bene dell’allenatore. Non mi metterebbe in buona luce con i miei compagni di squadra (sorride, ndr). Tutti sanno che tipo di coach sia Jasikevicius”.





