La nazionale italiana ci ha regalato un altro sogno. Nel più classico degli “oops I did it again (and again)”, per la terza volta gli Azzurri ribaltano il pronostico contro la Serbia e vincono una partita non adatta a tutte le coronarie. A -16 nel terzo quarto tutto sembrava finito, come le altre volte, e invece Gigi Datome e Simone Fontecchio ci hanno rimesso in pista. Nell’ultimo quarto i fantasmi azzurri hanno fatto venire ancora una volta gli incubi ai serbi che con la connivenza di coach e giocatori (tre indizi comincerebbero a fare una prova) soccombono e rimettono il destino nella mani degli azzurri che dovranno “banalmente” vincere con Porto Rico per passare.
Dopo la sconfitta contro la Repubblica Dominicana le polemiche e le critiche non sono mancate, come credo normale che sia dopo una brutta sconfitta. Oggi però Nicolò Melli si è tolto un sassolino dalla scarpa con una dichiarazione che trovate nel reel qui sotto:
?️?️?️ @NikMelli #FIBAWC #Italbasket #WinForItalia pic.twitter.com/hCJw5ebgb0
— Backdoor_podcast (@backdoor_pod) September 1, 2023
Voi che scrivete delle robe assurde. Noi non abbiamo gli incubi, avevamo la fiducia a mille anche dopo la Repubblica Dominicana. Certo avevamo le scatole girate, ma questo gruppo sta bene insieme e stavamo bene anche dopo la sconfitta.
Perché a mio avviso c’è del vero, ma non tutto in queste parole?
Perché ovviamente una sconfitta contro la Repubblica Dominicana non può mai essere presa a sorrisi. Era una partita ampiamente alla portata, giocata male e persa con tutto quello che è successo a latere a fare da corollario importante. Chi scrive o racconta il basket deve avere la possibilità di criticare quando una squadra gioca male o perde malamente o fa una figura non buona sotto diversi punti di vista. Però il rovescio della medaglia, e viene da pensare sia la cosa che ha fatto alzare i toni a Melli, è il come si critica.
Il riferimento era a qualcuno in particolare. Non sappiamo chi abbia posto la domanda e, se mai fosse l’interessato della critica, ci deve essere sempre equilibrio nel valutare. Il ragionamento “vinciamo=campioni, perdiamo=co… (ci siamo capiti)” non può e non deve andare. Bisogna contestualizzare, sapere quali possono essere pregi e difetti di una squadra e i limiti. Forse non ci fosse stata l’espulsione del Poz si sarebbe parlato meno e meno intensamente di una sconfitta pur noiosa per modi e tempi.
Quindi la critica di Melli, giocatore e uomo di rara intelligenza ed equilibrio, ha dei punti forti di ragione e punti un po’ più deboli di generalizzazione un po’ semplicistica. E se dietro a questa esternazione ci fosse un po’ la necessità di alimentare e tenere vive le motivazioni di una squadra che se tiene alto il voltaggio fa paura a tutti, ma appena scende può scivolare rovinosamente con chiunque?
A domenica l’ardua sentenza, che non sarà mai comunque una sentenza definitiva. Ecco, non vorremo sentire o leggere che se Simone Fontecchio facesse 5 punti con 2-14 dal campo diventi il peggior leader della storia della nazionale. Su una cosa quoto col sangue l’idea di Nicolò Melli: “Equilibrio, grazie“.
