HomeEuroLeagueOlimpia Milano-Barcellona, Shields e brividi - EL GamePlan

Olimpia Milano-Barcellona, Shields e brividi – EL GamePlan

L’Olimpia Milano torna al successo in Eurolega battendo il Barcellona per 74-70. Primo tempo di grande qualità che spinge gli uomini di Messina fino al +20, secondo tempo di qualità decisamente inferiore che vede gli uomini di Grimau tornare sotto la singola cifra di svantaggio. I due grandi protagonisti di serata sono Shields con 23 punti e Vesely con 28 punti.

Una insolita transizione

Siamo abituati ad associare Milano a una squadra molto lenta e che tendenzialmente non sfrutta la transizione per non sbilanciarsi troppo e avere rientri difensivi sempre equilibrati. Nonostante l’ottimo sistema difensivo, l’Olimpia sfrutta questa situazione solo l’8,7 delle volte, producendo 1.135 ppp.
Nella partita del Forum, soprattutto nel primo tempo, i padroni di casa scavano il solco che gli porta a +20 proprio grazie a una serie di possessi in transizione. I primi venti minuti di gioco si chiudono con 1.5 ppp in situazione di transizione.

L’ottimo uso di questo aspetto del gioco arriva sostanzialmente da due aspetti: ottimo apporto dei lunghi nel spingere la transizione fin da subito e un’ottima difesa che ha spesso spinto dentro gli esterni avversari, sbilanciando completamente il Barcellona.
Melli e Voigtmann ottimi nell’andare a rimbalzo e spingere la transizione, sfruttando il fatto che i pariruolo del Barcellona non hanno quella rapidità (se non Vesely) e quelle capacità di passaggio. Si torna a quel concetto espresso su questi schermi non pochi giorni fa, di come spesso i lunghi con particolare predisposizione del trattare il pallone fungano da facilitatori di gioco/play aggiunti.

Sponde e pick and roll

Un’altra chiave dell’ottimo primo tempo milanese è la produzione offensiva sul pick and roll. Gli 1,154 ppp in questa situazione hanno dato una forte spinta all’attacco di Milano e hanno permesso di accumulare quel bottino.
L’efficacia di questa soluzione è stata tale grazie soprattutto all’ottimo uso delle sponde e alla capacità di attaccare il ferro anche in una serata non particolarmente fortunata da fuori. Il Barcellona è una squadra tendenzialmente grossa e che ha come obiettivo proteggere l’area e esporre il meno possibile esterni non eccelsi difensivamente e lunghi non rapidissimi.

La scelta di Grimau è quella di fare show forte sulla palla nei pick and roll laterali, con il difensore del bloccante che esce parallelo alla linea laterale. Gli uomini di lato debole fanno un passo verso la palla per togliere il ribaltamento e incanalare il palleggiatore verso il centro area.
La vittoria offensiva di Milano è nella lettura di Shields e Napier in questa situazione, aggirando lo show aggressivo e riuscendo a servire il compagno che fa da sponda. Palla che esce dal lato, difesa in ritardo e Hall, Melli, Shields e McGruder ad attaccare il recupero.

Fattore Vesely

Anima e corpo della partita del Barcellona è stato Jan Vesely, autore di 28 punti e 29 di valutazione e perfetto nel giocare contro la scelta difensiva di Milano di focalizzare il grosso della attenzione sugli esterni.
La scelta dell’Olimpia in difesa è quella di spingere dentro gli esterni del Barcellona e di utilizzare il difensore di bloccante in drop aggressivo per togliere la corsia di penetrazione, concedendo però il tiro dalla media e in generale lasciando qualche libertà in più al rollante.

In quel fazzoletto di campo che c’è tra il blocco e la scelta difensiva della il giocatore ceco ha messo in scena uno spettacolo di polpastrelli, letture e scelte. Quando Milano non cambiava e rimaneva con le marcature standard giocava sulla scelta del suo marcatore di proteggere il ferro aprendosi per un tiro dalla media. Quando la difesa cambiava allora si giocava sul mismatch, andando di post-up quando la marcatura era di Napier o di Shields.

L’unico neo della sua partita è la poca pericolosità in transizione, solitamente marchio di fabbrica, fortemente limitata da una squadra che ha fatto un ottimo lavoro su questo aspetto. In una partita dove il Barcellona non ha avuto un contributo rilevante dagli esterni il suo apporto offensivo ha permesso ai suoi di giocarsela fino alla fine.

Come ti giro la partita

Il secondo tempo del Barcellona ha una faccia tutta diversa soprattutto al cambio di atteggiamento difensivo. Se nel primo tempo la difesa era stata poco efficace con scelte molto conservative, nel secondo tempo ha alzato notevolmente la sua efficacia, grazie a una maggiore aggressività, una maggiore predisposizione a cambiare sui blocchi e a rischiare maggiormente qualcosa.

Come spesso accade, nel terzo quarto Grimau butta in campo il quintetto corazzato fatto da Satoranski-Jokubaitis-Kalinic-Parker-Vesely. Sui pick and roll di Shields, quando è coinvolto Vesely, si cambia per giocare sulle capacità del lungo ceco di tenere gli 1 vs 1 degli esterni e giocare in maniera aggressiva sulle linee di passaggio generate dai mismatch piccolo-lungo.
Kalinic e Parker sono stati fondamentali vista la loro combinazione di mobilità e dimensioni (soprattutto il secondo che ci dimostra la differenza di corpi tra l’NBA e l’Europa). Il loro lavoro nel coprire l’area e ruotare sulle linee di passaggio ritardo di molto i set offensivi di di Milano.

L’Olimpia, di suo, non punisce mai la scelta di lasciare il tiro dall’angolo ma è il cambio difensivo del Barcellona che gira la partita, provando a usare a proprio favore l’impossibilità di schierare Laprovittola per troppi minuti.

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