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Olimpia Milano: il ritorno di Mitoglou, fischi o indifferenza?

Nel sedicesimo turno di Eurolega, l’Olimpia Milano affronterà il Panathinaikos in uno scontro di fondamentale importanza per i biancorossi, nel loro tentativo di risalire la classifica e portarsi a ridosso della zona play-in. Match di notevole peso, quindi, che si riveste di ulteriore valore se si pensa che questa sarà la prima volta di Dinos Mitoglou da ex Olimpia al Forum. Che tipo di accoglienza aspetta il giocatore greco, il cui rapporto con l’Armani si interruppe un anno e mezzo fa in modo decisamente burrascoso?

Tornando a ritroso nel tempo, il 25 giugno 2021 l’Olimpia Milano annuncia l’acquisto di Mitoglou dopo il suo addio al Panathinaikos. I tifosi milanesi accolgono con grande fervore l’annuncio della società: Mitoglou è uno dei lunghi più in rampa di lancio in tutta Europa, proiettato anche verso un possibile futuro in NBA. Milano, quindi, potrebbe essere lo step definitivo per la sua carriera, con la possibilità di consacrarsi come una delle ali grandi più forti di tutta l’Eurolega.

L’avventura di Mitoglou con l’Olimpia, tuttavia, non inizia nel migliore dei modi e finisce anche peggio. La prima parte di stagione del greco è positiva sul campo, rivelandosi un fattore in uscita dalla panchina, ma è anche funestata da infortuni. Il più importante Mitoglou lo subisce a Kazan a novembre 2021, riportando una frattura al quinto metatarso del piede sinistro. La diagnosi è molto pesante, 2-3 mesi di stop, tanto da portare Milano all’intervento sul mercato con la firma di Bentil.

Il 24 febbraio Mitoglou torna finalmente in campo ma poco più di un mese dopo, esattamente il 29 marzo 2022, arriva la notizia sconvolgente: il greco è risultato positivo ad un test anti-doping somministratogli in data 4 marzo dopo la partita contro il Panathinaikos. Il comunicato lascia perplessi tifosi e società, che si trovano a dover affrontare un secondo caso doping dopo quello di Moraschini. Rispetto al caso dell’ex Brindisi, tuttavia, la reazione dell’Armani è ancora più dura. Testimonianza ne sono le parole in data 29 marzo di Ettore Messina, che commenta il caso Mitoglou con molta amarezza.

Noi come società si è sempre fatto il massimo per competere in modo corretto. Nel rispetto di noi stessi, degli avversari, del gioco, della proprietà che rappresentiamo. Non abbiamo nessun tipo di tolleranza nei confronti del doping, che sia per superficialità, che sia per dolo. Questa è l’unica cosa che conta: il doping non lo possiamo accettare.

Da quel momento in poi, inizia la confusione totale intorno al caso del giocatore, nel frattempo rilasciato dall’Olimpia. C’è chi parla di assunzione volontaria da parte di Mitoglou di uno steroide anabolizzante, c’è chi parla di assunzione involontaria. La certezza è una: la positività viene effettivamente riscontrata, e il 9 marzo 2023 un Mitoglou senza squadra viene condannato a 32 mesi di squalifica. La sostanza assunta è il Matandrostenolone, procurata al giocatore in fase di recupero da una microbiologa rea, secondo la difesa, di aver ingannato Mitoglou.

L’ex Panathinaikos fa quindi ricorso al TAS, che il 5 luglio 2023 riduce la pena a 16 mesi. Mitoglou viene considerato “vittima” del medico, e già ad agosto può tornare a calcare il parquet di gioco. Da quel momento, inizia la seconda vita del greco. In estate firma un contratto proprio con l’ambizioso Panathinaikos di Ataman, venendo convocato dalla nazionale greca per la FIBA World Cup 2023.

Mitoglou, tuttavia, non giocherà mai i Mondiali a causa di un infortunio al mignolo. Una lesione che lo costringe a ritardare anche il suo ritorno in campo in EL, che avviene solo alla quarta giornata contro il Maccabi. Al suo rientro il greco fa registrare 11 punti e 5 rimbalzi, iniziando da lì una prima parte di stagione eccellente. Mitoglou va in doppia cifra 10 volte su 12, con una prestazione da 24 punti e 10 rimbalzi contro la Virtus Bologna.

Ora, quindi, un Mitoglou in forma straordinaria tornerà per la prima volta al Mediolanum Forum da avversario. Che accoglienza gli riserveranno i tifosi? Difficile dirlo, ma sicuramente non si tratterà di un caloroso bentornato. Troppo grave la ferita inferta da Mitoglou, troppo grande la delusione patita da tutta l’Olimpia. Quella che era iniziata come un’avventura dalle ottime prospettive è finita per essere una tragedia, per il giocatore e per tutto l’ambiente milanese. I fischi di questa sera potrebbero essere definitivamente la pietra tombale sulla vicenda, ma altrettanto potrebbe esserlo il gelo dell’indifferenza.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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