Nell’ultima puntata di Backdoor Call con Marco De Benedetto, abbiamo esplorato un pochino la nuova faccia dell’Olimpia Milano che, con i propri italiani, ha dato risposta importanti sul campo. Tonut a un livello diverso, ma Flaccadori e Bortolani come nuovi innesti, hanno dato risposte molto positive nel momento di maggiore difficoltà. La domanda che ci si pone però è sempre la stessa, che però non deve distogliere dal risultato finale.
È nato prima l’uovo o la gallina? Gli italiani dell’Olimpia Milano stanno rendendo perché hanno avuto la possibilità di giocare e sbagliare, oppure sarebbero cresciuti ugualmente e si sarebbero ritagliati uno spazio nelle rotazioni anche con meno spazio e possibilità di sbagliare?
Abbiamo chiesto a Marco De Benedetto un’analisi su questa situazione.
È difficile da stabilire, è un bel giochetto, ma è quasi impossibile dirlo. Sicuramente il concetto di responsabilità diffusa in questo momento è venuto un po’ meno per tutti gli infortuni che hanno creato uno spazio anche mentale per quelli rimasti, il che fa sì che ci sia una consapevolezza di poter forse fare mezzo errore in più e comunque rivedere ancora il campo, anche se sappiamo bene che Messina non è il tipo di allenatore che riesce ad andare molto oltre l’errore.
Quindi significa che sono stati molto bravi i ragazzi (Tonut, Flaccadori, Bortolani) a incrementare molto velocemente la loro qualità nel giro di un arco di tempo breve. Oltretutto non va dimenticato che siamo nel pieno di un tour de force incredibile di partite. Giocare tanto e pensare poco in questo senso, secondo me, aiuta. Devono solo sempre pensare a quello che succederà dopo 48 ore, cioè un’altra partita e non hanno molto tempo di pensare a eventuali errori o rimuginare su quello che non è andato
Una delle poche note positive di tutti questi infortuni è che l’Olimpia, probabilmente, alla fine della stagione si troverà dei Bortolani, dei Flaccadori con ruoli diversi, ma magari più pronti.
Sì è un concetto interessante, sicuramente è importante poter attingere alle seconde e terze linee nella fase iniziale della stagione, poi di solito ha dato dividendi positivi e c’è anche da dire che è umano che sia così. Questa cosa la cominci a fare quando inizi a girare coi meccanismi giusti, altrimenti non ti senti di andare a esplorare tanto altre cose e questo concetto è stato un po’ bloccato per forza di cose.
Per ora i dividendi degli italiani sono immediati, vedremo se poi, con il ritorno di tutti gli effettivi del roster, ci potrà essere un riadattamento a spazi, responsabilità e anche margini di errore diversi per poter essere efficaci anche in un altro ruolo.
