Ettore Messina ha parlato alla stampa nella giornata di ieri per aprire la stagione e ha trattato di cose passate ma soprattutto future, di cui una in particolare risulta particolarmente importante da sottolineare partendo proprio dalle parole del coach:
Questa è una squadra che può e deve correre di più. Sono quattro anni che finiamo tra le prime cinque in EuroLeague per punti concessi in assoluto e per possesso. In Italia o siamo primi o secondi. Noi pensiamo di poter mantenere questo rendimento difensivo, ma abbiamo profondità, guardie che spingono e lunghi che corrono. Vorremmo fare più contropiede che poi è ciò che ti permette di passare magari da 79 a 81 punti di media.
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Questa è una valutazione di notevole peso in una conferenza stampa che ovviamente ha dato spazio a titoli importanti riguardo soprattutto chi non c’è più e chi è arrivato per prendere parte delle responsabilità. Qualcuno invece le vere responsabilità se le è prese sotto forma di investitura ufficiale o tecnica. Ma se vogliamo andare oltre il titolo o comunque il gossip, questa affermazione di Ettore Messina dice tanto su quella che sarà l’Olimpia Milano della prossima stagione. Se pensiamo al correre e a una squadra che giochi più su 28 metri che su 14, difficilmente potremmo associarla a Ettore Messina, che ha sempre fatto del controllo del ritmo un vero e proprio credo. Quest’anno però la squadra è stata costruita per ringiovanire e con delle caratteristiche decisamente diverse rispetto a quella dell’anno scorso, ma (in verità) un po’ diversa rispetto alla grandissima maggioranza delle squadre allenate da Messina in passato.
È una sfida molto interessante per tutti, ma forse per Messina in primis, far fruttare quello che è sempre stato il marchio di fabbrica dei biancorossi ovvero la difesa e tramutarla non solo in defensive stop, ma nella ricerca più convinta e più congeniale con il personale a disposizione, di canestri facili o un maggior ritmo determinato da più corsa atletismo e voglia di non far schierare la difesa. A metà campo l’Olimpia ha sempre faticato enormemente sotto Messina, indipendentemente dalla quantità e qualità di talento a disposizione. Questa modifica di mindset sarà una chiave davvero molto interessante della stagione e per il coach un’ennesima sfida che dimostra ancora da parte sua la voglia di cambiare. Al giorno d’oggi, la capacità più preziosa di un allenatore è adattare le proprie idee e conoscenze al materiale a disposizione. In questo caso il materiale è stato scelto da lui, quindi diventa quasi un bisogno per migliorare ciò che negli ultimi due anni non è andato.
Le pressioni saranno doppie: il dover raggiungere dei risultati concreti dopo un biennio avaro di soddisfazioni e il processo di cambiamento nel gioco e nella mentalità. Sua e della squadra. Questo rende la prossima stagione dell’Olimpia Milano molto bella da attendere e da vedere. Sarà un processo, ma come velatamente lo stesso coach ha detto: l’ultima volta che ha potuto fare un “training camp” con tutti gli effettivi dall’inizio e senza i nazionali era quattro anni fa e il risultato non è stato male…




