L’Olimpia Milano sta viaggiando a vele spiegate in questo inizio di stagione e sta cercando di gestire al meglio le forze, memore del down clamoroso avuto in finale scudetto della scorsa stagione. Purtroppo però gli infortuni hanno limitato questa possibilità soprattutto sugli esterni.
Prima Troy Daniels, poi la questione doping di Riccardo Moraschini, i problemi fisici di Davide Alviti e infine il bicipite femorale di Malcolm Delaney.
Ma qual è la situazione dell’infermeria?
Riccardo Moraschini:
Per il ragazzo di Cento la spiacevole questione riguardante il doping non sembra avere una timetable. Come abbiamo potuto appurare, la situazione non ha avuto sviluppi negli ultimi giorni e non ci sono neanche delle stime realistiche su quando si possa risolvere la cosa. Essendo in stand by e soprattutto essendo un italiano da rotazione in campionato, se vogliamo, questa defezione rende le rotazioni molto più difficili, soprattutto senza sapere se la cosa avrà degli sviluppi domani, tra una settimana o tra un mese.
Malcolm Delaney:
Al termine della vittoria interna in Eurolega contro l’ASVEL, Delaney si è infortunato di nuovo all’interno della sua sfortunata parentesi milanese sino a qui. Sembrava apparentemente un crampo o una contrattura di facile soluzione, invece la lesione al bicipite femorale lo ha bloccato per tre settimane. La rivalutazione citata nel comunicato è già stata passata, ma al momento il nativo di Baltimora si sta allenando ancora separatamente e non rientrerà nel brevissimo, allungando così la degenza e soprattutto obbligando Rodriguez a qualche straordinario di troppo.
Il recupero di Alviti e Daniels:
Troy Daniels ha impattato bene il match contro Sassari, mentre è stato decisamente deleterio contro Barcellona e Cremona, sparando a salve e spesso anche senza costrutto. I suoi minuti in campo sono fondamentali in questo periodo di difficoltà, ma è anche ingiusto chiedergli impatto continuativo dopo un anno di stop e un infortunio che in sede di preparazione gli ha tragicamente spezzato il ritmo. Vedremo come crescerà di giorno in giorno.
Per l’ala italiana invece, pochi minuti anche a Cremona (sette), ma sarà importante averlo a disposizione con impatto già da domenica perché la quota italiani già priva di Moraschini, ha bisogno di un suo apporto anche eventualmente per concedere un giro di stop a Melli che ancora non si è mai fermato e dovrà gestire settimana prossima il doppio turno.
Il capitolo Grant ovviamente fa storia a sé, ma i 27 minuti in campo contro Cremona, accettando qualche errore, sono sintomo che l’esperimento non sia stato messo in cantina. E chissà che con un minimo di continuità possa tornare a essere l’handler utile per aiutare il Chacho in questo momento difficile?
