Spesso la qualità degli acquisti estivi viene misurata sui numeri: quanto un giocatore segna, con che percentuali, quanti assists mette a tabellino ecc. Ci sono però dei giocatori che vanno “misurati” più che “contati”, quelli che fungono da coltellini svizzeri. In NBA il maggior esponente di questo tipo di giocatori è Draymond Green che, con le sue capacità, ha letteralmente rivoluzionato il ruolo di 4-5 rendendolo molto più orizzontale che verticale. Un giocatore di quel tipo deve aprire il campo offensivamente ed essere un fine lettore di situazioni, mentre in difesa deve essere mobile e coprire ampie fette di campo in poco tempo.
Nicolò Melli è tutto questo e possiamo dire, senza timore di smentita, che sia il Draymond Green europeo, in grado di fare tutto ciò che serva per vincere, magari senza ammontare numeri da capogiro.
Ogni tanto questa capacità viene sottostimata, ma va analizzata perché se i GM di Eurolega hanno detto che il miglior acquisto dell’estate è stato lui, un motivo ci sarà.
Difesa
La singola azione difensiva che più mi ha impressionato è questa: Melli sul cambio finisce a difendere contro Wilbekin e, contrariamente a quanto sarebbe preventivabile, accorcia le distanze standogli molto vicino. Dopo che Wilbekin perde la maniglia, lui muove i piedi e tiene due cambi di direzione come molti esterni non riescono a fare contro la stella del Maccabi. Nel momento in cui riesce a contenerlo dal palleggio si oscura la vallata. Questo è un singolo esempio, ancorchè eclatante, ma ci sono tantissimi altri esterni che hanno subito lo stesso trattamento. In una difesa costruita con tanti cambi e lunghi in grado di tenere i piccoli è un plus dal valore inestimabile.
Contro il Barcellona si è fatto valere a rimbalzo catturandone ben 5 nel solo primo quarto e rendendo l’area pitturata una vera e propria no fly zone. Non vedrete probabilmente mai una sua stoppata che finisce in quarta fila, ma troverete tantissimi aiuti che sporcano le conclusioni, le alterano o addirittura le impediscono generando palle perse. Quando lui è il primo difensore, gli avversari tirano con il 27% dal campo su ben 6.3 tentativi a partita rendendolo una sostanziale saracinesca. L’unico ad averlo messo in difficoltà sino a oggi è stato Brandon Davies che, nel quarto periodo del match con il Barcellona, lo ha letteralmente dominato in una sequenza di possessi offensivi d’autore. Tutti gli altri: respinti con perdite.





