Attacco
Si pensa spesso ormai che in attacco un quattro debba per forza aprire il campo ed essere pericoloso dal perimetro, cosa che indubbiamente Nik Melli è. Sebbene le percentuali da fuori non siano esattamente mortifere con il 28%, quello che fa in attacco va molto oltre la mera produzione di punti. Ne abbiamo avuto l’esempio contro il Barcellona, dove nei momenti di maggiori difficoltà è stato chiamato in causa sul primo pick and roll, forzando il cambio e aprendo un ventaglio di possibilità per l’attacco. Nel momento in cui gli arriva il pallone la difesa deve scegliere se farsi battere da lui contro un piccolo, oppure mandare un raddoppio. La sua incredibile capacità di tagliare fuoril’avversario per ricevere, ma anche di riaprire il pallone e generare un tiro sul lato debole, ha regalato a Datome la tripla del 3+1 che ha, di fatto, chiuso il match.
Contro il CSKA ha isolato sempre il piccolo nel finale (anche Hackett in alcuni casi) concludendo vicino al ferro o lucrando liberi.
La sua sola presenza in campo lo rende un playmaker occulto della squadra, ovvero colui che sa creare dei mismatch in vernice, sa sfruttarli in prima persona, ma anche favorire i notevoli tiratori sul perimetro facendo uscire la palla con i tempi giusti.
In aggiunta è anche in grado di attaccare il recupero. Nell’azione sottostante la sua pericolosìtà perimetrale obbliga la difesa al closeout, lui la mette per terra, riapre per il Chacho che poi fa il resto. Magari durante le partite non si apprezzano appieno questi dettagli, ma ciò che fa Melli per questa squadra, soprattutto down the stretch, vale molto di più rispetto a una tripla o due penetrazioni al ferro.
Quando vedete l’Olimpia Milano partire 13-1 tra Eurolega e campionato nonostante le difficoltà di Grant, i problemi fisici di Delaney, Daniels e Moraschini, fate un rewind e riguardatevi i possessi decisivi delle partite. Ci troverete dentro tantissimo Nik Melli…più di quanto vi aspettereste.





