La sconfitta sul campo di Parigi ha chiuso definitivamente il percorso europeo dell’Olimpia Milano nella stagione 2025-26. Un epilogo che, di fatto, era già nell’aria e che conferma ancora una volta le difficoltà della squadra biancorossa nel competere ai massimi livelli di Eurolega.
Eppure, il dato resta significativo: l’Olimpia Milano ha lottato fino alla post-season per il quarto anno consecutivo, nonostante un budget che si colloca solo a metà classifica nel panorama europeo. Un elemento che rende il confronto con realtà come lo Zalgiris ancora più evidente: con meno risorse, si può comunque essere competitivi.
Obiettivo Europa: serve un salto di qualità
Se in Italia la corsa allo scudetto resta una certezza, è sempre più chiaro che il vero obiettivo dell’Olimpia Milano sia tornare protagonista in Europa. Le prime mosse di mercato, già avviate con discrezione, vanno proprio in questa direzione.
L’idea è costruire un roster più funzionale e continuo, evitando l’andirivieni degli ultimi anni che ha trasformato la squadra in una sorta di “albergo del libero scambio”.
Il rebus playmaker e il nodo guardie
Uno dei punti chiave resta la regia. L’esperienza di Lorenzo Brown non ha convinto, e la dirigenza sembra orientata verso un playmaker con passaporto italiano.
Tra i nomi più caldi torna quello di Darius Thompson, accostato più volte in passato e ora possibile rinforzo concreto. Intanto Quinn Ellis dovrebbe volare al college (Duke) per una stagione, con l’idea di rientrare successivamente.
Davon Hall potrebbe fare ritorno, mentre restano certezze come Bolmaro, Tonut e Flaccadori. Più complessa la situazione legata a Guduric, ancora sotto contratto ma non pienamente centrale nel progetto.
Brooks, Shields e gli equilibri da ridefinire
La permanenza di Armoni Brooks appare sempre più probabile, ma questo potrebbe avere ripercussioni sul futuro di Shavon Shields. Il capitano, dopo sei stagioni, potrebbe valutare nuove opportunità, aprendo un capitolo delicato nella leadership della squadra.
Per l’Olimpia Milano, sarà fondamentale gestire questo passaggio senza perdere identità e leadership.
Rivoluzione sotto canestro
Il reparto lunghi sarà quello più rivoluzionato. Josh Nebo sembra destinato a lasciare, mentre Devin Booker resterà come punto fermo.
Tra gli obiettivi spiccano profili di alto livello come Daniel Theis e Alec Peters, con l’idea di costruire un sistema basato su lunghi tiratori capaci di aprire il campo. In questo contesto, LeDay potrebbe restare come elemento chiave, affiancato da un giocatore con caratteristiche simili ma maggiore continuità fisica.
La strategia è chiara: più tiro, più spazi, più versatilità offensiva.
Verso il 2026-27: nuova identità cercasi
Il finale di stagione sarà ancora dedicato alla corsa scudetto, ma la sensazione è che il vero lavoro sia già iniziato dietro le quinte. L’Olimpia Milano vuole cambiare pelle, ridurre gli errori del passato e costruire finalmente una squadra competitiva anche in Europa.
La prossima stagione non sarà solo un’altra occasione: sarà un banco di prova decisivo per capire se il progetto biancorosso può davvero ambire a tornare tra le grandi del continente. L’Europa resta il vero obiettivo dell’Olimpia Milano.
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