La Virtus conquista la finale scudetto sbancando per ben due volte consecutivamente il Forum. 68-79 in gara 3, 78-84 in gara 4, i due successi che mandando i titoli di coda sulla semifinale tra le due big del nostro campionato.
Shengelia
Non si può non partire da Shengelia per parlare del successo della Virtus in questa serie e del suo impatto. Nelle due partite ad Assago ha chiuso con 1,118 ppp in gara 3 e 1,563 ppp in gara 4.
Partita offensiva totale, ma nello specifico quello che ha fatto maggiormente danni alla difesa di Milano è stata la sua azione da rollante, dove ha prodotto 1.8 ppp in gara 4 e 1.143 in gara 3.
Il video mostra come i numeri siano influenzati dalla sua grande varietà offensiva. Nella prima azione sfrutta la sua capacità di mettere palla a terra per punire la rotazione di Mirotic, nella seconda clip mette in evidenza una insospettabile efficacia dall’arco e nell’ultima mostra la sua capacità nel muoversi off the ball, anche quando l’azione sembra non passare da lui.
Tante soluzioni che hanno indicato la via alla Virtus e che hanno rappresentato un rebus per l’Olimpia.
Un nuovo assetto per una nuova linfa
Alla vigilia di gara 3 l’infortunio di Clyburn pareva una condanna definitiva alle speranze della Virtus, in realtà si è trasformata in una ghiotta opportunità per proporre qualcosa di nuovo. Un assetto più smart con Taylor a giocare il pick and roll, Cordinier nuovamente più centrale e maggiori ricezioni dinamiche per Diouf e Shengelia.
La Virtus è passata da produrre 0,850 ppp e 0,844 ppp delle prime due partite, a 1.1 ppp e 1.169 ppp delle due gare del Forum. Il dato ancora più impressionante è nella qualità del pick and roll, passata da 0.833 e 0.765 ppp, a 1.206 ppp e 1,235 ppp.
Il giorno e la notte.
Quel piccolo problema chiamato pick and roll
Milano ha mostrato un enorme problema nelle due partite del Forum a contenere il pick and roll della Virtus. Fin dalla palla a due di gara 3 lo staff bolognese ha sistematicamente cercato di coinvolgere il più possibile Mannion e Mirotic, sfruttando le difficoltà che si sarebbero potute creare nel coinvolgere due difensori molto attaccabili.
Ed è Brandon Taylor in gara 3 a esemplificare magnificamente questo concetto:
- Nella prima clip si vede chiaramente come Mannion fatichi a passare sul blocco di Shengelia, vanificando il lavoro di Mirotic in situazione di edge. Taylor prende vantaggio quando il lungo milanese è ancora girato di spalle e non può avere visione. Palleggio, arresto e tiro senza grossa contestazione.
- Nella seconda clip ancora Mannion con grosse difficoltà sul blocco di Diouf, Mirotic rimane in drop e Taylor ha sufficiente spazio per eseguire lo snake tenendo dietro il difensore. Mirotic si muove bene ma deve onorare il movimento del lungo bolognese, mentre Mannion frana contro l’esterno Virtus.
Un Cordinier di razza
Un altro rinato nelle due serate milanesi è Cordinier. Il suo lavoro è stato fondamentale per attaccare fin da subito Shields e costringere spesso l’esterno milanese ad arrivare in affanno nei momenti finali delle partite.
Come al solito abbiamo estrapolato alcune situazioni che evidenziano il suo ottimo apporto dal pick and roll:
- nella prima sequenza riceva palla nei secondi finali, ma rimane attivo e gioca un pick and roll con Shengelia e costringendo Mirotic a dover seguire, con il risultato che il francese cambia passo e va al ferro senza grossi problemi.
- nella seconda clip sfrutta alla grande un bruttissimo errore di comunicazione tra Shields e Mannion. Pick and roll tra esterni con Pajola che finta di portare un blocco cieco, facendo distrarre tutta la difesa e aprendo la strada totalmente a Cordinier.
- Terza clip con pick and roll sul lato tra Cordinier e Shengelia, Shields manda verso l’aiuto ma LeDay è attirato dal movimento del bloccante e Bolmaro è troppo preoccupato di Belinelli che si sta aprendo, lascia la linea di penetrazione aperta. Diop si accorge troppo tardi e ruota solo in tempo per fare fallo.
Queste tre azioni rappresentano la grossa differenza tra il Cordinier delle prime due partite e quello versione deluxe che ha contribuito a vincere la serie.
Eroico Mirotic
Nella gara 4 lato Milano non c’è molto da segnalare in quanto l’attacco Olimpia è andato via a via spegnendosi con l’andare della partita, anche per l’ottimo impatto della difesa di Bologna. Rimane eroica la partita di Mirotic, autore di 30 punti in 32 minuti per provare a forzare una gara 5 disperata.
Milano ha provato a cavalcarlo in tanti modi, isolando soprattutto in post-up, dove ha generato 1,857 ppp.
Tre situazioni dove il povero Akele e Cordinier hanno potuto ben poco, sia in avvicinamento, sia quando si è allontanato dopo il blocco. Unica situazione offensiva di Milano che ha pagato sempre per tutta la serie, più per il talento del montenegrino che per una costruzione di squadra.
