L’Olympiacos travolge completamente il Monaco in gara 1 dei playoff di Eurolega. Gli ospiti iniziano la partita cercando di dare battaglia e dando vita a un primo quarto arrembate, ma dal secondo parziale di gioco Sasha Vezenkov e compagni salgono in cattedra. La squadra di Bartzokas ha molte più energie dei monegaschi, arrivati al match dopo una settimana di fuoco, e al rientro dagli spogliatoi la gara diventa un no contest. Il Pireo si scalda davanti alle giocate spettacolari dei propri beniamini, mentre il Monaco inerte spegne la corrente. Analizziamo MVP, giocatore da rivedere e i 3 punti chiave che hanno portato alla vittoria schiacciante dell’Olympiacos.
MVP: Nessun dubbio sul nome da fare, ovvero Sasha Vezenkov. Il bulgaro porta sulle proprie spalle i greci nel primo quarto, quando il risultato è in bilico, per poi continuare a punire costantemente gli avversari in ogni momento del match in cui riceve il pallone. Il suo movimento off the ball è poesia per gli occhi, così come il rilascio istantaneo e la pulizia del suo tiro. Una lezione di pallacanestro sul parquet.
Da rivedere: Tra la tanta delusione che il Monaco si porterà dietro da questa partita, molta ne sentirà addosso Matthew Strazel. Il francese non riesce mai a incidere, chiudendo il match con addirittura 0 punti e un pessimo 0/9 dal campo. Serve tutt’altro, al fianco di James e Okobo, per provare a tenere la propria squadra a galla in questa serie.
Percentuali decisive
La più grande differenza che salta all’occhio tra le due squadre, all’interno del match, è stata la percentuale da tre punti. L’Olympiacos ha chiuso con un 37% dal campo (10/27), una statistica non eccellente ma che tanto è bastata se confrontata con l’orribile 14% degli avversari (4/28). Con numeri del genere, il Monaco avrebbe dovuto giocare una partita eccellente per quantomeno provare a rimanere attaccata agli avversari. La circolazione del pallone da parte dei francesi è stata positiva e ha spesso portato a tiri aperti, ma probabilmente la stanchezza fisica e la poca lucidità dei giocatori di Markoishvili ha fatto tutta la differenza.
Il pitturato che conta
Altro fattore decisivo del match si è rivelata essere l’efficienza nella protezione del pitturato da parte delle due squadre. I greci hanno chiuso la gara con 5 stoppate effettuate, e in più momenti le giocate di Milutinov e Donta Hall in difesa hanno dato la spinta decisiva ai propri compagni per andare con fiducia dall’altro lato del campo. Dimostrazione di questa efficacia ne sono anche i 1.317 PPP segnati dall’Olympiacos da due punti, rispetto ai soli 1.000 PPP degli avversari. Il frontcourt dei greci ha stravinto il duello su entrambi i lati del campo, con un Daniel Theis apparso in evidente difficoltà per provare a reggere l’urto dei propri avversari. Lo stesso dicasi per Kevarrius Hayes, che anche per questo ha visto il campo soltanto per 11 minuti. Come ulteriore prova di questo, c’è il dato di 0.769 PPP segnati dai roller del Monaco sul pick’n’roll contro i 1.333 PPP della squadra di Bartzokas.
Lunghezza del roster
Un fattore di difficoltà noto per il Monaco agli albori di questa serie è il roster corto con cui i francesi arrivano a queste partite. Come volevasi dimostrare, già in gara 1 questa differenza si è sentita in modo abissale. Il Monaco dalla panchina ha ricavato 16 punti dai soli Tarpey e Okobo, mentre l’Olympiacos si è attestato addirittura sui 42 punti. Bartzokas può attingere a una qualità infinita dalla propria panchina, permettendosi rotazioni più lunghe e senza mai perdere in efficienza del proprio gioco. Questo fattore pesa tantissimo se si considerano anche le tante partite impegnative sulle gambe dei giocatori del Monaco, che hanno dovuto superare i Play-In prima di arrivare qui. La squadra di Markoishvili dovrà recuperare più energie possibili, sia fisiche che mentali, per provare a ribaltare questa serie, che si preannuncia complicatissima.
