Home EuroLeague Olympiacos – Monaco (G3): dominio greco, l’Eurolega è avvisata

Olympiacos – Monaco (G3): dominio greco, l’Eurolega è avvisata

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L’Olympiacos domina in lungo e in largo la decisiva gara 3 della serie playoff contro il Monaco. I greci mettono a fuoco le retine del Salle Gaston Medicine, comandando il match per quasi 40 minuti. A nulla serve un buon inizio dei francesi, subito spenti dalla concentrazione agonistica e tattica degli uomini di Bartzokas, che mandano un segnale a tutta l’Eurolega in vista delle imminenti Final Four. Analizziamo MVP, giocatore da rivedere e i 3 punti chiave che hanno portato alla vittoria dell’Olympiacos.

MVP: Spiccano sicuramente i nomi di Fournier e Peters come migliori realizzatori della serata, ma il nostro premio stavolta va a Thomas Walkup. All’interno di alcuni minuti iniziali più complicati per i greci, è il playmaker dei Reds a prendersi le responsabilità e dare l’inerzia ai suoi. Il Monaco decide di lasciargli metri e metri di spazio da oltre la linea dei tre punti, conoscendo le sue non eccellenti abilità da scorer, e lui risponde presente. Le sue triple piedi per terra sono una sentenza, tanto che l’ex Zalgiris chiuderà con un 4/5 da oltre l’arco. Una sentenza.

Da rivedere: Match complicato un po’ per tutti i giocatori del Monaco, ma chi stecca di più sul parquet è forse Nemanja Nedovic. Certo non gli si chiedeva di essere MVP della partita, ma il serbo non riesce a dare quella scossa dalla panchina di cui è stato capace nel corso della sua carriera. Le rotazioni dei francesi sono già corte, i suoi 2 punti con un pessimo 0/4 da tre in quasi 15′ non aiutano.

Ritmo e basket champagne

L’Olympiacos ha giocato una partita dai ritmi altissimi, senza però perdere mai in lucidità e precisione nell’esecuzione. Una chiara dimostrazione ne sono i ben 29 assist con cui la squadra di Bartzokas ha chiuso il match, così come l’altissimo dato di 2.091 PPP segnati in transizione. I greci hanno sfruttato ogni minimo pallone perso dagli avversari, partendo a razzo verso l’altra metà campo e riuscendo quasi sempre a colpire grazie a una circolazione del pallone da far stropicciare gli occhi. L’altro dato impressionante sono sicuramente le 18 triple segnate su 33 tentativi, che sono un diretto risultato di tutti questi fattori. Praticamente tutto ciò che di meglio un allenatore di pallacanestro potrebbe chiedere alla propria squadra.

Mike James e poco altro

L’inizio di partita dei francesi è stato, in realtà, tutt’altro che negativo. Questo grazie soprattutto alla spinta iniziale di un ottimo Mike James. L’Olympiacos tuttavia è subito corso ai ripari, adoperando il raddoppio sistematico sull’americano. In quel preciso momento di gara il Monaco si è sciolto, non riuscendo a trovare risorse dal resto del quintetto. Strazel ha sbagliato troppe decisioni arrivando a toccare le 4 palle perse, mentre Hayes non è riuscito a gestire i momenti in cui si trovava il pallone in mano in uscita dai raddoppi su James. Questo ha portato i francesi a commettere 13 turnovers: non un numero eccessivo, ma che si è sposato malissimo con la perfezione dell’esecuzione da parte dell’Olympiacos.

Dominio nel pitturato

Così come era accaduto in gara 1, i chili e l’esperienza su cui può contare l’Olympiacos sotto canestro rispetto agli avversari si sono fatti decisamente sentire. Anche in questo caso, i numeri sono esplicativi: 37 rimbalzi (di cui 9 offensivi) catturati dai greci rispetto ai soli 25 dei francesi, ben 2.000 PPP dai roller in situazioni di Pick’n’Roll rispetto ai 1.256 PPP avversari. Nel corso di tutta la serie, all’interno del pitturato semplicemente non c’è stata storia: abissale la differenza tra Hayes e Milutinov, così come il peso dalla panchina di Hall rispetto a Begarin.

 

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