L’Olimpia Milano disputa un’altra buona partita, ma ancora una volta cade in volata in casa dell’Olympiacos. Gli uomini di Poeta danno altri segnali di miglioramento, ma ancora non sufficienti a ottenere la vittoria, in casa di una delle favorite alla vittoria finale. Finisce 84-78.
Torna il nostro angolo Gameplan per analizzare le chiavi della sfida del Pireo.
I tre tenori
In una serata non di certo brillante per i padroni di casa (e molto rimaneggiati, per onor di cronaca), sono le tre prestazioni dei suoi tenori a dare loro la vittoria, colpendo in modi totalmente diversi tra loro. Il primo tempo è il terreno di caccia di Miller-McIntyre, che vanifica da subito le scelte corrette della difesa di Milano.
https://youtu.be/XNi2COuXm6g
La clip mostra come l’ex Baskonia abbia letto perfettamente tutte le difese messe in campo dall’Olimpia Milano. La sua pericolosità da fuori ha aperto la strada, punendo la scelta di passare sotto i suoi blocchi sul pick and roll. Anche nelle situazioni in cui l’Olimpia ha provato a mandarlo contro l’aiuto del lungo, è sempre riuscito a lucrare punti attaccando il ferro o forzando il cambio.
Nel secondo tempo è arrivato anche Vezenkov, che ha messo in campo tutto il suo repertorio offensivo, fatto soprattutto di giocate off the ball. Le sue statistiche dicono che ha chiuso la sfida con 1,278 PPP.
La clip mostra il repertorio completo del giocatore bulgaro. Usato fin da subito per attaccare Peters e toglierlo dalla partita, ha poi alternato situazioni in cui ha sfruttato alcuni mismatch ad altre in cui ha attaccato una rotazione pigra della difesa, sfruttando la sua enorme pericolosità al tiro.
Il terzo tenore si è materializzato nella figura di Tyson Ward, capace di generare 1,167 PPP. Nel video sottostante possiamo notare come l’Olimpia abbia spesso proposto difese molto competenti, battute dal suo talento e dai suoi polpastrelli.
Nel complesso, contro questi giocatori, ha proposto molto spesso difese valide, ma punite oltre i suoi reali demeriti.
Dimmi dove metti i piedi e ti dirò che fai
A conferma di quanto successo nella partita precedente, Milano ha confermato una maggiore efficacia del pick and roll, come dimostrano i suoi 1,2 PPP generati in questa partita. Ogni qualvolta un esterno di Milano, nelle situazioni di gioco a due, è riuscito a mettere i piedi in area, ha sempre generato ottime cose. La difesa dell’Olympiacos è ancora lontana dagli standard a cui ci ha abituato e ha parecchio sofferto le iniziative dell’Olimpia.
Come sempre, abbiamo isolato alcune clip per illustrare al meglio questo concetto:
- Prima clip: Milano parte con un pick and roll in transizione di Hall. Legge il mismatch di velocità con Papanikolaou per iniziare ad attaccarlo. Il greco regge bene, ma sul blocco di Wright fatica a passare. Hall esegue lo snake (tiene dietro il difensore) e regala un assist a Wright.
- Seconda clip: Milano gioca un pick and roll alto per sfruttare le gambe di Bolmaro con un blocco di Peters. Vezenkov, come da ordini di scuderia, non esce sul palleggiatore e rimane con l’ex compagno, mentre Papanikolaou insegue, faticando a superare il blocco. Bolmaro entra in area, Wright ha fintato il blocco e ha anticipato la rollata, mandando fuori giri l’aiuto di Donta Hall. Miller-McIntyre è costretto a staccarsi e Bolmaro pesca Cole per una tripla apertissima.
- Terza clip: una situazione analoga. Guduric gioca un pick and roll alto ad angolo vuoto, andando a destra e prendendo il blocco di Booker. Joseph fatica sul blocco, Matthews bilancia, costringendo Ward a inseguirlo in angolo. Hall rimane in 1 vs 1 e viene facilmente battuto. Milano è ben bilanciata e ha svuotato l’area. Facile appoggio per il giocatore serbo.
- Quarta clip: ancora un doppio blocco alto per aprire l’area dell’Olympiacos. Cole prende il blocco di Wright, Papanikolaou è ancora in ritardo e costringe Hall al cambio. Nessuno ruota a centro area e si forma un’ottima linea di passaggio per il centro milanese.
- Quinta clip: si vede uno zipper pick and roll per Cole. Diop blocca e l’ex Reyer attacca a sinistra, provocando il cambio di Hall. Diop porta via Joseph e Cole attacca, entra in area, si arresta, finta e appoggia al tabellone.
Tutti piccoli esempi di come Milano abbia ottenuto grandi cose contro una difesa che ha faticato molto a contenere il pick and roll. Sempre con il concetto di mettere i piedi in area, punendo i cambi difensivi e le difficoltà sui blocchi di alcuni elementi della squadra di Bartzokas.
Quintetto piccolo vs N’Daye
Nel finale ha tenuto banco la scelta di Poeta di andare con un quintetto molto piccolo, nel momento in cui Wright ha commesso il quinto fallo. Come successo nella partita di campionato con la Virtus, ha riproposto Burnell da numero 5, con quattro esterni. Scelta azzardata, dettata sicuramente dalla volontà di avere maggiore difesa e maggiore mobilità sui cambi difensivi, ma che di fatto ha visto la sua squadra soccombere alla pressione al ferro di N’Daye.
L’ex giocatore dell’ASVEL, nonostante la serata non brillante, ha trovato il modo di incidere sulla partita nel momento decisivo della sfida, andando a colpire gli avversari su un punto debole ben preciso: le difficoltà di Milano nel tenere botta quando decide di andare con quintetti mobili.





