HomeLega BasketPallacanestro Trieste, procuratore Raseni: "Senza infortuni saremmo più in alto, piazza esigente"

Pallacanestro Trieste, procuratore Raseni: “Senza infortuni saremmo più in alto, piazza esigente”

Massimo Raseni, agente FIBA triestino trasferitosi in Piemonte ma con il cuore alabardato, offre una lettura lucida sul momento della Pallacanestro Trieste, coniugando expertise professionale e passione locale. In un’intervista a Il Piccolo, Raseni analizza classifica, infortuni e aspettative, difendendo il gruppo e invitando a realismo.

Sul rendimento stagionale, Raseni è diretto: “Classifica alla mano, Trieste occupa la posizione che le compete”. Rispetto a Tortona, che ha due vittorie in più, gli infortuni pesano di più. Davanti, Milano e Virtus Bologna sono “fuori portata”, Venezia e Brescia superiori in budget e roster. Sesti in Serie A, Final Eight di Coppa e ottavi Champions: numeri che rispecchiano un gruppo di qualità, ma dove “la somma algebrica dei talenti” non sempre esplode per incastri tecnici non perfetti. “Le aspettative sui nuovi innesti hanno spinto tutti noi a sopravvalutare leggermente il potenziale collettivo”.

Sugli infortuni (Ross, Sissoko, Brooks out a lungo), elogia la reazione: “Il gruppo dà il massimo”, come visto contro Cantù con incitamenti e lotta. “Perdere un professore del parquet come Jeff Brooks per settimane e giocare senza centro titolare – probabilmente tra i migliori in Italia – e playmaker è un handicap pesantissimo”. Aggiunge le trasferte europee che impediscono allenamenti continui: “Stanno facendo il massimo in condizioni d’emergenza”.

Sul mercato, smonta illusioni: non è magia. Tre vincoli sono fondamentali: gli infortunati sotto contratto impongono extra-budget, il limite dei visti extracomunitari e la possibilità di trovare comunitari validi per un “gettone” di due mesi, sapendo che i vari rientri chiuderanno spazi. “Intervenire sul mercato è molto più complicato di quanto si immagini”.

Raseni critica, inoltre, lo “scollamento tra le aspettative altissime della piazza e le reali possibilità attuali del gruppo”. I fischi uditisi occasionalmente al PalaTrieste feriscono, soprattutto se si guarda alle difficoltà della squadra e all’impegno messo in campo. Giudizi mediatici severi, secondo Raseni, che ignorano il contesto.

Per il futuro, c’è ottimismo: “Trieste è una squadra solida e competitiva, che finora ha dovuto fare i conti con una buona dose di sfortuna. Sono convinto che il margine di miglioramento sia ampio e che ci toglieremo grandi soddisfazioni”. Il messaggio all’ambiente è chiaro: stare vicini alla squadra, anche nei momenti più complicati.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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