Il viaggio di Pat Spencer continua a stupire l’NBA. L’ex stella della lacrosse collegiale, oggi guardia dei Golden State Warriors, sta vivendo il miglior momento della sua carriera, mostrando di essere molto più di un giocatore “di passaggio”.
Con 52 punti in tre partite, inclusi i 19 messi a referto nella sua prima gara da titolare a Cleveland, Spencer sta dimostrando ciò che ripete da anni: è un vero giocatore di basket, non un esperimento.
Una storia incredibile, ma senza favole
Spencer non è il classico atleta che cambia sport per caso. Il basket è sempre stato il suo primo amore. Solo un ritardo nella crescita fisica lo portò a scegliere la lacrosse a Loyola, dove vinse il prestigioso Tewaaraton Award.
Poi il ritorno al parquet: dagli anni all’estero, alla G League, fino alla seconda stagione con un two-way contract ai Warriors. Un percorso costruito sulla tenacia.
Con l’assenza di Stephen Curry, l’occasione si è aperta. E Spencer l’ha presa con entrambe le mani.
Dopo la grande partita a Philadelphia, contro una Cleveland giovane e atletica è arrivata l’esplosione: 19 punti, 7 assist, giocate decisive nel finale e un impatto emotivo che ha cambiato l’inerzia della squadra.
Kerr: “È un vero giocatore. Si vede.”
Le parole di Steve Kerr non lasciano spazio a interpretazioni:
“Pat è quel tipo di giocatore. È competitivo, è migliorato tanto nel tiro e oggi è una minaccia vera. Non sarà mai Steph, ma è un giocatore affidabile, e questo conta.”
Anche i compagni lo adorano. La sua energia contagiosa, quella fame che traspare da ogni possesso, è diventata una scintilla necessaria per una squadra spesso accusata di mancanza di intensità.
“Pat è uno dei più emotivi, vive il gioco su ogni possesso”, ha dichiarato Trayce Jackson-Davis.
Perché Spencer è così importante per questi Warriors
Golden State è una squadra che, senza Curry, fatica a creare vantaggi dal palleggio. Spencer, invece, attacca, forza la difesa, apre spazi.
La sua esperienza come “attacker” nella lacrosse si traduce in un istinto naturale per rompere la pressione avversaria. È deciso, veloce nelle letture, aggressivo quando serve.
E soprattutto: non ha paura dei momenti importanti.
Da storia curiosa a giocatore vero
Chi lo conosce lo ripete: Spencer non è più un giocatore “di lacrosse che prova l’NBA”.
È un giocatore NBA che, da giovane, era anche un fenomeno della lacrosse.
Pickup game infiniti, anni di G League, allenamenti contro Hall of Famer, una stagione di apprendistato con i Warriors: tutto questo lo ha trasformato in un playmaker vero, affidabile, pericoloso.
Ora il mondo lo sta scoprendo.
E se continuerà così, presto non ci sarà più bisogno di dichiarazioni a caldo nei palazzetti. Basterà dire il suo nome: Pat Spencer.





