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Home Olimpia Milano

Peppe Poeta: “Non andremo sul mercato, divertirsi per togliere pressione”

Marco Marini by Marco Marini
2 Dic 2025
in Olimpia Milano
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Serie A

Foto MarcoBrondi // CIAMILLO-CASTORIA

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L’Olimpia Milano ha da pochi giorni iniziato un percorso del tutto nuovo. Dopo le rumorose dimissioni di Ettore Messina, i biancorossi hanno anticipato il progetto costruito per il futuro, affidandosi immediatamente a Peppe Poeta. È passata una settimana dal suo incarico sulla panchina dell’EA7, portando vittorie e un entusiasmo ritrovato. Nella giornata di oggi, dopo la seduta di allenamento pomeridiana, il coach si è concesso ai giornalisti in esclusiva nella secondaria del Forum per le sue prime vere dichiarazioni da allenatore dell’Olimpia Milano. Ecco le sue parole, raccolte da Backdoor Podcast. (SECONDA PARTE, clicca QUI per la prima)

Le rotazioni tra Europa e campionato:

Credo molto nel creare una chimica senza stravolgere del tutto le rotazioni tra le due competizioni, sicuramente responsabilizzando qualche giocatore in più ma senza creare “due squadre diverse”. Soprattutto all’ inizio preferirei che si crei una complicità tra i giocatori, magari anche a discapito di qualcuno che giocherà un po’ meno.

La sua filosofia di gioco:

Ripeto, per me un allenatore deve adattare le sue idee di gioco ai giocatori. Non sono un fan del post basso, ma l’anno scorso ho giocato più post basso di tutti perché, avendo Bilan e Burnell, era la scelta più funzionale ai giocatori che avevo. Penso che oggi, con i corpi grandi che ci sono in Eurolega e con le regole della competizione, giocare tanto a metà campo e creare vantaggi è difficile. Quindi più si riesce a sfruttare il campo aperto, più si riesce a prendere vantaggi.

Poeta è più allenatore da schemi o gestore di uomini?

Sono affascinato dagli schemi, anche da giocatore mi piaceva rubarli. Però poi non bisogna dimenticare che la partita è fatta dai giocatori, che hanno nelle loro mani il gioco. Secondo me, soprattutto al giorno d’oggi, bisogna supportarli con fiducia e conoscenza, ma anche dargli un pizzico di libertà per aiutarli a prendere decisioni con più fiducia.

Oggi un buon allenatore deve anche saper togliere pressione, perché questa generazione ne riceve tante dall’esterno e dai social media. Soprattutto i giocatori giovani, hanno molti termini di paragone. Quindi bisogna ritrovare lo spirito ludico del gioco, un po’ di leggerezza può fare bene. Questi ragazzi percepiscono la pressione e se la impongono loro per primi nel volar giocare bene. Un approccio diverso può aiutarli a togliersi un po’ di questa pressione a giocare più leggeri. Ma questa ovviamente è solo la mia idea, esistono tanti stili e modi diversi e non c’è una verità assoluta.

La decisione di diventare allenatore:

Io non volevo fare l’allenatore, poi ho avuto la possibilità di diventare assistente grazie alla chiamata di Ettore all’Olimpia e di Gianmarco in nazionale. Loro vedevano in me qualcosa che io non vedevo in me stesso. Anche in quel momento non avevo comunque preso la decisione, tanti mi dicevano che quello di assistente allenatore è un ruolo di transizione, per poi decidere magari se fare management o qualcos’altro. Fare l’assistente allenatore mi è piaciuto, mi sono divertito e oggi siamo qui.

La risposta a Gallinari su una chiamata dell’Olimpia:

Danilo è mio fratello, ma oggi non abbiamo nessuna intenzione di aggiungere giocatori. Se Danilo venisse qui sicuramente gli offrire casa mia… [ride, ndr] Gli voglio bene come a un fratello. Sarebbe stato bello che avesse finito qui la carriera qui, ma in queste circostanze è una cosa molto complessa.

Segue nella prossima pagina

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Tags: Olimpia MilanoPeppe Poeta
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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