L’Olimpia Milano ha da pochi giorni iniziato un percorso del tutto nuovo. Dopo le rumorose dimissioni di Ettore Messina, i biancorossi hanno anticipato il progetto costruito per il futuro, affidandosi immediatamente a Peppe Poeta. È passata una settimana dal suo incarico sulla panchina dell’EA7, portando vittorie e un entusiasmo ritrovato. Nella giornata di oggi, dopo la seduta di allenamento pomeridiana, il coach si è concesso ai giornalisti in esclusiva nella secondaria del Forum per le sue prime vere dichiarazioni da allenatore dell’Olimpia Milano. Ecco le sue parole, raccolte da Backdoor Podcast.
I suoi primi giorni da head coach dell’Olimpia:
Sicuramente non sono le condizioni sperate, per migliaia di motivi, per diventare capo allenatore dell’Olimpia. Una volta successo, provo a fare il massimo. Sento il supporto e la fiducia della proprietà, con cui parlo sempre: Christos [Stavropoulos, ndr] e Baio [Daniele Baiesi, ndr] mi danno grande forza e fiducia, io ci metto il mio entusiasmo. La squadra ha risposto come meglio non poteva. Però so che sarà complesso e una maratona. Spero di poter aiutare nel migliore dei modi possibili, con le mie skills, a far bene.
Quali sono le sue skills?
Ho il mio modo di allenare. Sono fortemente convinto che ognuno deve allenare come è se stesso, come persona. Io alleno da Peppe e quindi ho il mio modo di approcciare. Non credo che ci sia un modo vincente. Ho un modo di allenare più gentile, oltre all’approccio sulle X’s & O’s che ho sviluppato negli anni. Non ho immense esperienze da capo allenatore, quindi prendere la squadra in corsa è ancora più sfidante.
Tante partite ogni settimana da giocare, qual è l’approccio?
Sono tante cose stimolanti e devo apprendere il più velocemente possibile. Mi devo adattare a questo tipo di format che ho vissuto solo da assistente per tanti anni. Però la cosa che mi dà fiducia è che mi diverto. Allenare mi diverte, mi piace e lo faccio in modo leggero, più o meno come ero da giocatore. Provo a viverla così. Magari percepisco meno lo stress che ovviamente ci sarà.
Come sarà la sua Olimpia?
Sto provando a capire come è meglio aggiustare alcune cose che ritengo possono essere efficaci. Una di queste sicuramente è giocare un po’ più in campo aperto, per liberare i giocatori. Potrebbe essere un modo per aiutare la squadra a esprimersi meglio. Non ritengo che io abbia uno stile di gioco, assolutamente. Penso che sia molto importante che un allenatore debba cucire il vestito migliore sui giocatori, esaltandone i pregi e nascondendone i difetti. Onestamente devo dire che la risposta alla prima settimana è stata fantastica, sono contentissimo. Lo staff mi sta dando una grossa mano, sono molto emozionato e carico.
La gestione di un roster molto lungo:
È un processo, anche all’interno di una singola partita. Credo in rotazioni più contenute, ma questo non significa che chi non gioca una partita non venga coinvolto nella prossima. Penso che se un giocatore sta in campo per un po’ di tempo, avendo la possibilità di sbagliare e prendere il ritmo, questo può aiutarlo a prendere fiducia e a performare meglio. È un mio credo e lo porterò avanti, non ho nessun dubbio in merito. Proverò a sfruttare al meglio le caratteristiche di ognuno dei giocatori.
La gestione dei playmaker tra Brown, Ellis e Mannion:
Sicuramente sono situazioni totalmente diverse tra loro. Lorenzo verrà inserito piano a piano, perché ha fatto già due o tre infortuni muscolari, quindi il suo tempo di inserimento sarà graduale. Oggi come oggi ci godiamo questo Ellis in ascesa, che sta facendo veramente bene. Anche nell’ultima partita dove ha fatto solo un punto ha fatto delle difese incredibili, ha tenuto alto il ritmo del gioco. È un playmaker che riesce a far fare 24 punti ad una guardia e 26 ad un’altra. È un valore veramente da non sottovalutare. Avere due guardie innescate in questo modo qui, in una partita dove lui non si è mai messo in proprio, è un valore aggiunto.
Segue nella prossima pagina
