HomeLega BasketPeppe Poeta guida l'Olimpia in finale scudetto: una favola nata a Battipaglia

Peppe Poeta guida l’Olimpia in finale scudetto: una favola nata a Battipaglia

Continua l’annata straordinaria dell’ Olimpia Milano che, dopo aver conquistato la Coppa Italia Serie A maschile 2026, ha battuto in gara quattro della semifinale playoff scudetto la Germani Brescia per 91-86, staccando così il biglietto per la finalissima. A guidare il magico quintetto milanese è il quarantenne Giuseppe Poeta, per i fedelissimi semplicemente “Peppe”. Come si legge in un approfondimento pubblicato da Il Mattino Salerno, la sua è una storia che parte da lontano, intrisa di amore puro per la palla a spicchi.

Poeta, nato a Battipaglia, fin da piccolo matura una profonda passione per il basket. Subito dopo la scuola, Peppe correva su un campo da basket e tornava a casa solo quando la luce del sole iniziava ad affievolirsi. Definito da molti come un enfant prodige, cresce cestisticamente nella Pallacanestro Salerno dell’allora presidente Alfonso Siano. Alla guida di quel quintetto c’era coach Andrea Capobianco, attualmente ct della Nazionale di pallacanestro femminile, che Poeta ha sempre definito come “l’allenatore che mi ha cambiato la vita”.

Da lui impara ben presto che il basket è talento e impegno, ma soprattutto passione: “Tutti mi chiedono quanti sacrifici e quante rinunce abbia fatto per arrivare dove sono. La mia risposta è sempre la stessa: non ho fatto nessun sacrificio. Quando fai qualcosa che ti piace non c’è mai sacrificio e non ci sono rinunce.

Quando ero piccolo non ho mai partecipato ad una gita scolastica e la sera uscivo poco con gli amici, ma non mi pesava. Ho sempre preferito allenarmi, a volte svolgevo anche doppi allenamenti e tornavo a casa felice della giornata trascorsa e desideroso di tornare in campo il giorno dopo per riprendere ad allenarmi. La pallacanestro per me è sempre stata un sogno, in qualunque categoria giocassi. Divertirsi è la parola chiave per avere successo nella pallacanestro”.

La scalata sul parquet e l’approdo in panchina

Gli anni passano e Poeta inizia una gloriosa scalata verso il successo, vestendo le casacche delle migliori squadre a livello nazionale, tra cui la Virtus Bologna e la Pallacanestro Reggiana, oltre a difendere i colori della Nazionale Italiana. Nel 2022 appende le scarpette al chiodo e inizia l’esperienza come assistant coach della Nazionale accanto a Gianmarco Pozzecco, un’occasione utile anche per stringere forti legami con campioni del calibro di Achille Polonara.

Nella stagione 2024/2025 arriva la svolta: Poeta viene nominato capo allenatore della Germani Brescia, con cui vive un’annata straordinaria terminata solo nell’ultimo atto della finale scudetto contro la Virtus Bologna. Arrivato ad un passo dal sogno, quest’anno, alla guida dell’Olimpia Milano, vuole assolutamente realizzarlo.

Dopo aver superato la sua ex squadra in semifinale, il tecnico ha sportivamente reso omaggio agli avversari: “Complimenti a Brescia. Ha fatto una grande stagione. Riconfermarsi è la cosa più difficile, i giocatori sono stati bravissimi e ci hanno messo in difficoltà. Noi abbiamo giocato una serie solida, quattro partite dure. In gara quattro abbiamo anche tirato male da tre, ma nonostante questo abbiamo raggiunto i 91 punti”.

Poeta verso la finale contro la Reyer Venezia con Battipaglia nel cuore

Siamo ormai alle battute finali di una stagione intensa e Poeta si lascia andare ad un primo bilancio: “È stata una stagione di alti e bassi, ma nei momenti importanti ci siamo sempre uniti. Raggiungere una finale non è mai scontato. Però non dobbiamo fermarci: giocando possesso dopo possesso possiamo vivere una bella finale”.

L’appuntamento con la storia è fissato per domani in occasione di gara 1 della finale playoff (serie al meglio delle cinque partite) contro la Reyer Venezia all’Unipol Forum di Milano. Di sicuro, prima della palla a due, il giovane coach rivolgerà un pensiero alla sua terra d’origine, che resta da sempre il suo porto sicuro: “Porto Battipaglia sempre nel mio cuore, ovunque vada. Ho ancora la mia famiglia e i miei amici lì e quando posso torno a casa. Mi capita di seguire a distanza anche i campionati e le realtà cestistiche che stanno crescendo sul territorio”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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