Peppe Poeta, head coach dell’EA7 Emporio Armani Milano, si è presentato nella sala stampa della Inalpi Arena per commentare la finale di Frecciarossa Final Eight 2026 tra le sue Scarpette Rosse e la Bertram Derthona Tortona: “Il ringraziamento parte dalle persone che non si vedono, in primis lo staff sanitario e medico. Il primo pensiero va a chi ha permesso i recuperi lampo di Nebo e Bolmaro, a chi era in tribuna e ci ha sempre sostenuto. Il secondo ringraziamento va alla proprietà, a Leo Dell’Orco. La finale con Tortona è stata incredibile, complimenti e onore a loro perché ha fornito prestazioni di altissimo livello. Abbiamo avuto più il rifiuto di perdere che la voglia di vincere, è un sentimento addirittura migliore da coltivare: abbiamo alzato l’intensità difensiva, tenendo Tortona nel secondo tempo a 32 punti totali. Poi i nostri grandi campioni ci hanno preso per mano, il merito va anche a loro“.
Sull’intensità difensiva in avvio e l’importanza di Bolmaro: “Quando si vincono i trofei, in prima pagina vanno sempre l’allenatore e i giocatori, ma mi piacerebbe che stavolta se la prendessero tutti. Dopo la lussazione al gomito, non era scontato avere Leandro in Coppa Italia, averlo è stato fondamentale e decisivo per noi. La sua presenza è stato il lavoro di tantissime persone“.
Su Armoni Brooks, MVP della competizione: “C’è una chimica particolare con quel ragazzo dal primo giorno che sono diventato assistente qui: la sicurezza che ha in attacco ora è sotto gli occhi di tutti, ha una vocazione offensiva nel sangue. Sta crescendo anche dal punto di vista difensivo, dove deve trovare maggiore costanza, ma lavora molto bene in ogni ambito“.
Sul rifiuto di perdere (Milano è passata dal +17 in avvio di 2° quarto al -6 del 3° quarto):
“Se non hai un grande spirito e una grande anima – e questa squadra ce l’ha -, certe partite non le riprendi. Dobbiamo ricordarcelo di qui in avanti“.
Sul prosieguo della stagione: “Innanzitutto ci godiamo questo trofeo. La Coppa Italia è arrivata al culmine di un determinato momento, per noi e per la gente che ci sostiene. In Eurolega sappiamo che è davvero dura la rimonta, ci sono tante squadre tra noi e il nostro obiettivo: ci abbiamo provato e continueremo a provarci, sarà dura ma non è impossibile. Siamo a 2 partite dalla zona Play-in, ci proveremo sino all’ultima giornata“.
Sul significato personale della vittoria in Coppa Italia: “In realtà non ci ho neanche pensato: son contento, voglio godermela con tutti. Essere capo allenatore dell’Olimpia da 3 mesi, alla mia età, non è banale: l’aspetto più importante del mio mestiere è la condivisione, e così dev’essere nei momenti di gioia“.
Sui festeggiamenti: “L’unico motivo per vincere è festeggiare, ho più festeggiato che vinto in carriera… Rimarrò con la mia famiglia, la mia fidanzata e mia sorella“.
Sui minuti in panchina di Shields: “Shavon è stato un grandissimo capitano: ho preferito cavalcare il quintetto che stava facendo bene in quel momento e mi ha detto “Non preoccuparti per me, continuiamo così che stiamo andando alla grande“”.
IN AGGIORNAMENTO
