Home Lega Basket Poeta e il Triplete: «Più sollievo che gioia, almeno nell’immediato»

Poeta e il Triplete: «Più sollievo che gioia, almeno nell’immediato»

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Poeta
Credits Ciamillo-Castoria

Quarant’anni compiuti nel corso di questa stagione, una panchina di primissimo livello ereditata in corsa e un Triplete storico da consegnare alla bacheca dell’Olimpia Milano. Giuseppe Poeta ha vinto il suo primo scudetto da allenatore, portando a diciotto il numero di trofei conquistati nell’era Armani e completando il primo Triplete nella storia del club.

La Supercoppa era già in cassaforte, conquistata prima del suo arrivo sulla panchina milanese — eredità di Ettore Messina. Poeta ha poi aggiunto la Coppa Italia e infine lo scudetto, trofei numero diciassette e diciotto dell’era Armani, il quarto negli ultimi cinque anni. Un percorso tutt’altro che lineare, come lui stesso racconta a La Stampa: “Un viaggio incredibile, quasi da Pechino Express. Nonostante tante tempeste, siamo riusciti a portare la barca in porto e a compattarci quando serviva.

Le tempeste stagionali: dal taglio di Brown alla difesa

Il momento più difficile? Poeta non ha dubbi: la doppia sconfitta casalinga contro Varese e Brescia prima della Coppa Italia, e soprattutto la decisione di tagliare Lorenzo Brown prima della Final Eight di Torino. Scelte scomode, prese da un allenatore che si definisce quasi un rookie di panchina.

Dopo quel periodo, la squadra ha attraversato tre settimane di allenamento definite dallo stesso Poeta come devastanti, nelle ultime quindici partite della stagione. In gara-3 della finale contro la Reyer, per ammissione dello stesso coach, la squadra non è stata eccellente in difesa — merito anche degli avversari. Eppure il gruppo ha tenuto. Nick Melli, seppur non più all’Olimpia, aveva lanciato un messaggio chiaro: per vincere devi soffrire. E così è stato. Poeta sottolinea come tutti i giocatori — Brooks, LeDay, Nebo, Shields, Ellis e gli altri — abbiano seguito le sue indicazioni con fiducia, compresi quelli con minutaggio ridotto: “I giocatori sono stati tutti speciali: ero quasi un rookie in panchina, ma loro hanno sempre seguito le mie scelte e mi hanno dato estrema fiducia.

La filosofia di gioco di Poeta: entusiasmo e tolleranza

Poeta arrivava da una stagione a Brescia come allenatore debuttante finalista. Il presidente Dell’Orco gli ha affidato la squadra, promuovendolo a novembre. A quarant’anni, con una carriera da giocatore in cui aveva vinto solo una Coppa Italia con Torino, si ritrova ora con un Triplete storico in mano.

Il suo metodo è riassumibile in due parole che definisce ossessioni: entusiasmo e tolleranza. Non ama essere conflittuale, non scende a compromessi sul proprio carattere. Guarda al calcio per spiegare che non esiste un unico modello vincente: “Non esiste un solo metodo: Ancelotti ha successo in un modo, Conte in un altro e Chivu in un altro ancora.

Sul momento della vittoria, descrive una sensazione inaspettata: più sollievo che gioia, almeno nell’immediato. La consapevolezza di cosa significhi vincere subito su una panchina così prestigiosa deve ancora sedimentarsi del tutto. Condividere questo Triplete con Ettore Messina — il primo nella storia dell’Olimpia — è qualcosa che ancora deve realizzare pienamente. Intanto, i trentadue scudetti di Milano sono diventati storia anche grazie a lui.

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Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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