Dan Peterson non ha dubbi nelle sue parole a QS: Giorgio Armani è stato un autentico genio, non solo nel mondo della moda e del business, ma anche nello sport. L’allenatore americano, che nel 2008 fu chiamato dal patron a guidare l’Olimpia Milano, ha ricordato con emozione la figura dello stilista scomparso, sottolineandone l’impatto determinante sul basket italiano ed europeo.
«Grazie a lui fu come ritrovare la strada di casa», racconta Peterson, paragonando Armani a Leonardo da Vinci per la sua capacità di unire visione, creatività e rigore. Il coach ha spiegato come l’imprenditore abbia saputo ridare forza e identità a una società in difficoltà, riportandola stabilmente ai vertici e avvicinandola all’élite europea.
L’Olimpia Milano ha beneficiato della passione e degli investimenti di Armani, che ha garantito continuità e serietà gestionale, allontanando la squadra da derive speculative e riportandola a un ruolo di assoluto prestigio. Peterson ha ricordato anche alcuni aneddoti personali, segno dell’eleganza naturale del patron: «Mi strinse la mano e sistemò il polsino della mia camicia che usciva dalla giacca. Piccoli gesti che fanno la differenza».
Secondo Peterson, l’eredità di Armani va oltre i trofei: ha dimostrato che lo sport può diventare un veicolo di valori e di identità culturale, restando per sempre un riferimento per Milano e per l’intero movimento cestistico europeo.
