HomeLega BasketPistoia ci risiamo, Okorn: "Non mi sento a mio agio"

Pistoia ci risiamo, Okorn: “Non mi sento a mio agio”

Dopo l’ennesimo KO subito dalla formazione toscana, il 12 esimi nelle ultime 13 gare, scoppia un nuovo caso, ancora con l’allenatore protagonista. Questa volta è Gasper Okorn a far emergere tutta la sua frustrazione per le presunte interferenze del presidente Ron Rowan nella gestione del gruppo.

Ecco le parole di Okorn nell’immediato post partita riportate da Pistoiasport:

“Mercato? Certamente possiamo ricorrervi, ma la mia domanda è dove possiamo intervenire. Io so cosa si dovrebbe fare, ma non è possibile. Sicuramente verrà il momento in cui potremo parlare chiaramente, ma adesso c’è tanta tensione e dobbiamo pensare a battere Scafati prima della pausa. Posso dire che mi dispiace della situazione, ma non che i miei giocatori non hanno combattuto. Ovviamente questo non è bastato. Se mi sento a suo agio in questa situazione? Non in questo periodo. Ringrazio lo staff per l’aiuto che mi dà, ma non è la situazione ideale. Spero che la squadra possa avere ancora margini di miglioramento, lo spero davvero. Cooke? Non sta rendendo ma non è il problema più importante al momento. Se ho problemi con il presidente Rowan? No comment”.

Dichiarazioni che non lasciano dubbi, così come i 37 minuti giocati da Maverick Rowan, figlio del presidente, nonostante non fosse in una delle sue serate migliori. Che ci sia l’influente presenza del padre-padrone Rowan che potrebbe imporre la presenza in campo del figlio nonostante le pessime prestazioni?

Se così fosse, saremmo al terzo indizio. Dopo i problemi avuto dal presidente con Dante Calabria prima e Zare MArkovski poi, potremmo quasi pensare che questa sia la sentenza definitiva sulla poca autonomia decisionale che i coach di Pistoia hanno in questa stagione.

Staremo a vedere come si evolve la situazione nelle prossime ore, che si preannunciano molto calde su questo fronte, se prendiamo spunto dalla situazioni precedenti.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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