
LEVALLOIS METROPOLITANS – HERBALIFE GRAN CANARIA 0-2
Gran Canaria chiude i conti in due partite e va a prendersi una semifinale che definire insperata è probabilmente riduttivo.
Gli uomini di Porfi Fisac hanno mostrato, nel corso delle due partite, la superiorità di un roster più lungo e dotato di talento rispetto a quello di un Metropolitans apparso alla fine di una corsa comunque da applausi.
I francesi hanno avuto davvero poche alternative, in attacco, ai guizzi di Anthony Brown e David Michineau (uscito per di più infortunato dal finale della seconda partita) e ai muscoli di Vitalis Chikoko. Il contrario di Gran Canaria, che in ottanta minuti ha trovato diversi protagonisti. Anche inattesi.
Emblematica gara 1, dove la palma di MVP può essere data in coabitazione al duo Balcerowski-Kilpatrick. Il primo, lungo polacco classe 2000, è stato decisivo in difesa, facendo un grande lavoro di contenimento sul pick&roll avversario, e in attacco, segnando in doppia cifra, con grande presenza per tutto l’incontro. Il secondo ha tirato fuori la sua seconda miglior prestazione stagionale in termini realizzativi (17 punti) nel momento migliore.
In gara 2, invece, i titoli sono stati tutti per AJ Slaughter, autore di sedici punti, e il canestro della staffa, in una partita terminata ai sessantacinque. Dove comunque gli spagnoli hanno di nuovo mostrato la capacità di avere più protagonisti, trovando punti da dieci giocatori diversi. Tra cui hanno ben figurato l’ex Avellino Matt Costello e Javi Beiran, molto positivo anche in gara 1 con i suoi isolamenti in post basso.
Levallois ha certamente pagato l’assenza di un cambio per Michineau nella prima partita, stante l’assenza di Brandon Brown, che comunque non ha giocato proprio una gara memorabile ieri. Anthony Brown, dopo una gara sotto tono e ben contenuto dalla difesa avversaria, è stato l’ultimo a mollare nella seconda sfida, ma troppo spesso è stato solo, in un attacco abbastanza statico, che ha favorito le rotazioni della difesa di Granca.
Il più continuo, nel doppio confronto, è stato Vitalis Chikoko, che sotto canestro si è battuto alla grande, dando quasi sempre un rifugio sicuro ai palloni giocati dall’attacco parigino (11/13 al tiro in due partite).
Non è però bastato, contro un gruppo oggettivamente superiore. Che ora va a giocarsi una semifinale senza niente da perdere e, anzi, con la consapevolezza che, indipendentemente da chi uscirà vincente dalla bella tra Monaco e Buducnost, potrà giocarsela alla pari.
a cura di Nicolò Fiumi





