Durante l’intervallo della gara con il Baskonia, poverissimo in difesa, anche un “player’s coach” come Poeta ha mostrato il suo lato più esigente:
“Il mio modo di vivere e di allenare è sempre lo stesso, così come la fiducia e il rapporto umano con i giocatori. Ma questo non vuol dire che non mi incazzo. Anche a Brescia era accaduto. Soprattutto quando si gioca ogni 2-3 giorni, bisogna essere esigenti e, se serve in maniera dura, ci provo anche con i miei modi e toni”.
Un approccio che bilancia rigore e rapporto umano, indispensabile per gestire una squadra sotto pressione.
Coppa Italia: entusiasmo e fiducia valgono più della forza
Con due finali perse alle spalle, Poeta sa bene che nella Coppa Italia non sempre vince la squadra più forte:
“È una bolla di tre giorni dove la squadra che ha più fiducia ed entusiasmo porta la coppa a casa. Ma oggi il focus è solo su Dubai, non vado troppo in là con i pensieri”.
Riflessioni personali e gratitudine
Nonostante le difficoltà, l’allenatore dell’Olimpia Milano riflette sulla propria carriera:
“Non è stato il modo in cui avrei voluto diventare allenatore dell’Olimpia, però è andata così e, anche nei momenti di difficoltà, ricordo a me stesso quanto sia fortunato, a 40 anni, a trovarmi in questa posizione. È una situazione difficile, ma molto bella”.
Poeta mostra così equilibrio tra ambizione e gratitudine, un modello di leadership moderna.
? Approfondisci il tema
Chi ha letto questo articolo ha trovato utili anche:





