Ancora una volta Milano si ferma sul più bello e perde in overtime dopo aver dilapidato 15 punti di vantaggio. Gli uomini di Messina conducono per 35′ ma il Panathinaikos rimane sempre in scia grazie alla grande prova di Bacon ben supportato da Lee, acciuffa il pareggio nel finale dei regolamentari e poi domina il supplementare con un parziale di 18-5. I padroni di casa vincono per 90-77.
La banalità dei dettagli
Ancora prima di soffermarci sui temi tattici è necessario partire dalle banalità: Milano perde questa partita perché non è stata in grado di mettere a segno i tiri che ha costruito nel finale.
Nei minuti finali l’Olimpia sbaglia due triple aperte e un appoggio comodo che avrebbero potuto mandare i titoli di coda. Dal potenziale +4/+5 al reale pareggio.
Lo sfortunato protagonista è Luwawu-Cabarrot, autore di una buonissima partita ma fautore anche degli errori che condannano Milano.
Difesa
Ancora una volta Milano ha messo in campo una difesa competente e che ha messo in seria difficoltà l’attacco del Panathinaikos. Messina opta per difendere di contenimento sui pick and roll per sfidare al tiro i padroni di casa e per proteggersi dalle ricezioni interne di Pappagiannis e Gudaitis.
Lunghi tratti di partita dove la difesa biancorossa spezza i pick and roll degli avversari sul nascere e li costringe a iniziative individuali, che hanno pagato grossi dividendi per l’attacco dei padroni di casa.
Il piano riesca a metà grazie alla capacità di Bacon e Lee di attaccare il ferro e di giocare contro i cambi. L’Olimpia non ha mai trovato risposte alla grande serata dei due esterni in verde.
Davies
Altra prova convincente del lungo ex Barcellona che chiude la serata con 13 punti e la sensazione diffusa che sia arrivato nella stagione. Magra consolazione ma il giocatore sembra aver trovato il suo posto.
Ormai del tutto abbandonate le ricezioni in post, lo staff tecnico milanese gli sta concedendo un maggior numero di soluzioni dinamiche di short roll, tiro piazzato e ricezioni fronte a canestro per attaccare.
Anche l’intesa con Melli sembra migliorare, soprattutto nelle situazioni di alto-basso. Il giocatore italiano è tornato ad assicurare le ricezioni interne, Davies agisce più lontano da canestro per assicurare una sponda per la collaborazione dei due lunghi.
Mitrou-Long luci e ombre
Se la prova balistica dell’ex-Brescia è stata positiva, meno è stata la sua gestione dell’attacco. Nel primo tempo ha il merito sui pick and roll laterali di innescare molto bene Davies, nel secondo tempo ha invece il demerito di non leggere l’adeguamento della difesa del Panathinaikos.
In tutte le situazioni in cui lo staff dei green ha optato per tenerlo sul 1/4 di campo e mandarlo verso il fondo, Mitrou-Long ha cercato in maniera sbagliata di servire il lungo a centro area consegnando diverse volte il pallone nelle mani della difesa.
Il ragazzo al momento ha dimostrato di saper fare canestro, meno di saper gestire l’attacco quando la difesa lo punta. Nelle idee originali del mercato non era compito suo ma la situazione infortuni lo ha costretto a fare qualcosa per cui ancora non è pronto.
Non è la giustificazione di tutto, inevitabile però considerare le circostanze che lo hanno portato a queste difficoltà.
Bacon e Lee
Se l’attacco di Milano non ha brillato, quello del Panathinaikos non è stato da meno. Deve la sua vittoria alle grandi prestazioni di Bacon e Lee, autori rispettivamente di 31 e 22 punti.
Entrambi gli esterni Radonjic hanno litigato con il tiro dalla distanza (2/7 Lee e 2/8 Bacon) ma hanno avuto una grandissima capacità di attaccare il ferro, soprattutto dopo aver provocato il cambio difensivo di Milano.
In una partita dove l’Olimpia ha giustamente scelto di riempire l’area per proteggersi dalle ricezioni interne e sfidare al tiro un attacco che non brilla per percentuali dall’arco, le loro capacità di 1 vs 1 e di andare dentro hanno permesso al Panathinaikos di lucrare molti punti a giochi rotti. Sia dal punto di vista dei canestri da 2, sia per il numero di viaggi in lunetta.
Rimbalzi d’attacco
Un’altra chiave tattica della vittoria dei padroni di casa è nel come abbiano sistemato la questione rimbalzi offensivi tra primo e secondo tempo.
I problemi di falli di Milano hanno spinto Messina a usare diversi quintetti “d’assalto” per garantirsi extra possessi. Compensare la difficile creazione dei vantaggi a difesa schierata con il lavoro a rimbalzo e quindi lucrare sugli accoppiamenti d’emergenza.
Nel secondo tempo Radonjic decide di adeguarsi e riempire ulteriormente l’area contro i tentativi di recuperare i rimbalzi di Milano. Se nel primo tempo l’Olimpia segna 42 punti e nel secondo tempo si ferma a 30, è frutto in buona parte di un minor numero di palloni disponibili, oltre che di vantaggi che sono stati creati meno facilmente.
Venute meno le carambole, sono venuti meno anche i vantaggi creati dall’Olimpia.





