L’Olimpia continua il suo momento positivo in Eurolega infilando la quinta vittoria consecutiva. Il Valencia si conferma cliente scomodo alla Fonteta e gli uomini di Messina hanno bisogno di una grande prestazione balistica, e di un Napier versione UConn (28 punti) per piegare la resistenza della squadra di casa. 84-88 il finale.
Doppio play
La notizia di giornata è la possibilità per Milano di schierare due play “veri” dopo mesi di giocatori adattati causa infortuni. Messina, nella vittoria alla Fonteta, ha potuto impostare un quintetto con Napier e Pangos che ha dato un brio offensivo che quest’anno si è visto pochissime volte.
La ridotta taglia degli esterni del Valencia ha aiutato a non subire troppo fisicamente a livello difensivo. Harper, Jones e Prepelic sono ottimi esterni, ma non fanno dei mismatch fisici la loro forza. Il non dover aiutare in determinate situazione ha quindi permesso alla difesa Olimpia di rimanere nello spartito della partita, ottenendo tutti i vantaggi possibili in attacco.
La contemporanea presenza dei due, unita alla scarsa efficacia della pressione sulla palla del Valencia, ha permesso a Milano di avere numerosi possessi in cui sul pick and roll si crea un vantaggio da cavalcare, mandando in rotazione la difesa.
L’ottima prestazione balistica è figlia soprattutto delle letture delle due PG. Tanto da dover costringere Mumbrú a togliere Dubljevic nel secondo tempo a favore di Riviero per avere un lungo più mobile difensivamente.
Difesa up and down
Al netto della vittoria, la difesa di Milano in determinati frangenti ha lasciato qua e la qualche canestro facile di troppo. Se la coppia di play non ha di certo sfigurato a livello fisico, ha sofferto e non poco a livello difensivo con Harper e Jones che coinvolgevano sistematicamente i due esterni nei loro pick and roll.
Inoltre, la contemporanea presenza di Voigtmann in campo (che ha pagato grossi dividendi a livello offensivo), ha invogliato ulteriormente Valencia a insistere su quel punto debole difensivo. Milano, soprattutto nel primo tempo, non è quasi mai riuscita a fermare l’esecuzione dell’attacco dei padroni di casa.
Fermare il ribaltamento di lato è la prima voce di ogni staff che gioca contro la squadra di Mumbrú. L’Olimpia lo ha fatto molto bene nel terzo quarto, meno bene nei restanti tre, subito in molti frangenti la verve offensiva valenciana.
Ricci
Doverosa una menzione speciale per Ricci, uno dei segreti della vittoria di Milano. Messina decide di rinunciare a Davies e di giocarsi la carta Ricci, accoppiandolo inizialmente a Hines, e poi usandolo da Jolly a seconda delle situazioni. Oggi perfetto nel correre il campo e sfruttare la transizione che l’Olimpia ha generato con i suoi buoni possessi difensivi all’inizio del secondo tempo.
Valencia talento e transizione
La squadra di Mumbrú si conferma essere totalmente diversa tra casa e trasferta. Spesso molto pericolosa nei finali punto a punto, questa partita non ha fatto eccezione.
In avvio le difficoltà al tiro di Milano, unite a un trattamento del pallone non all’altezza (anche per meriti difensivi della squadra in maglia arancio) le hanno permesso di correre molto bene il campo e prendere ritmo dalla transizione.
Esecuzione ottima con il ribaltamento di lato a farla da padrona, unita alla transizione, hanno permesso a Valencia di giocare un ottimo primo tempo e di rientrare nell’ultimo quarto quando Milano ha provato a scappare sul +12.
Harper e Jones
I due esterni di talento in maglia arancio sono il motivo principale per cui Valencia conduce nel primo tempo, e per poco non chiude la rimonta nell’ultimo quarto.
Nel momento in cui l’esecuzione è venuta meno causa una difesa dell’Olimpia che è cresciuta nel secondo tempo, le due PG della squadra di casa sono salite in cattedra andando sistematicamente a cercare accoppiamenti difensivi favorevoli sui pick and roll.
La presenza di Napier e Pangos ha spesso aiutato i due a prendere velocità nei primi metri, tirando in mezzo un lungo come Voigtmann, che non è di certo un mostro di mobilità laterale difensiva. I due hanno confezionato diversi 2+1, giocando molto bene contro una difesa che ha spesso provato a spingerli dentro, ma che ha spesso faticato a mettergli un corpo addosso.
Claver e il quintetto mobile
Dopo il terzo quarto di alto livello di Milano, Valencia rientra grazie anche a un trucchetto tattico che ha pagato grossi dividendi. Claver, ripescato dal fondo della panchina, e messo a uomo su Napier/Pangos nei loro momenti migliori, circondato da Rivero, Lopez-Arostegui, Webb III e Harper.
Il quintetto mobile di Mumbrú ha il merito di fermare l’ottimo giro palla di Milano, di togliere i possessi agli handler di riferimento e di costringere i giocatori in maglia Olimpia a lunghi possessi sterili.
Il cambio sistematico, favorito dalla taglia degli esterni di Milano, non ha mai pagato fisicamente (se non nello spot di 4 con Melli a rimbalzo) e ha permesso ai padroni di casa di rientrare in una partita in cui sembravano aver mollato.
