Che l’Estra Pistoia fosse una delle principali candidate alla retrocessione era già noto dall’inizio del campionato. Tuttavia, le tre vittorie nelle prime sei partite avevano alimentato un cauto ottimismo, spazzato via da una serie ancora aperta di otto sconfitte consecutive, molte delle quali maturate nei minuti finali.
La mancanza di stabilità all’interno della società ha influito anche sul rapporto con la tifoseria organizzata, La Baraonda, che è tornata sugli spalti lo scorso weekend contro l’Olimpia Milano non solo per sostenere i propri beniamini, ma anche per contestare una gestione sportiva e societaria definita “inconcepibile”. Nel frattempo, la squadra continua a cercare una vera identità, mentre la società ha provato a correre ai ripari: Derek Cooke ha preso il posto dell’appena arrivato Andrew Smith, e in panchina Gasper Okorn ha sostituito Markovski, diventando il terzo allenatore stagionale dei toscani.
Gli ultimi risultati
Prima dell’ampia sconfitta subita al PalaCarrara contro la corazzata allenata da coach Messina, Pistoia aveva incassato altre sette sconfitte consecutive, la maggior parte delle quali, anche quando sfavorita, negli istanti finali. Tra queste spiccano la convincente prestazione in trasferta contro Brescia e le combattute gare casalinghe contro Trapani, Tortona e Trento, intervallate dalle trasferte a Scafati, Treviso e Sassari. L’ultima vittoria risale ormai ai primi di novembre, quando i toscani riuscirono a superare Reggio Emilia con un’ottima prestazione corale. Nonostante questa lunga striscia negativa, la differenza punti nelle ultime sette partite è stata di soli -31, con una sconfitta media di appena 4,4 punti, un dato che testimonia la competitività della squadra, ma che manifesta anche una certa lacuna nella gestione dei momenti decisivi.
Gli aspetti postivi
In questa prima metà di campionato, risulta difficile individuare un punto di forza chiaro in cui la formazione toscana si distingua come una delle più pericolose della LBA. Pistoia è una squadra che fa della transizione uno dei suoi tratti distintivi, giocando a un ritmo molto elevato con una media di 78 possessi a partita (2ª in LBA). Questo stile di gioco frenetico spesso costringe le avversarie ad adattarsi, modificando il proprio sistema di gioco per arginare i contropiedi e limitare le opportunità in campo aperto.
I biancorossi si fanno valere anche sotto canestro, guidando la lega con una media di 29 rimbalzi difensivi a partita. Tuttavia, il dato positivo viene ridimensionato da una percentuale di rimbalzi difensivi effettivamente conquistati del 68,6% (12ª), che scende ulteriormente al 63,2% sui tiri da due punti (16ª). Questo paradosso evidenzia che il numero elevato di rimbalzi è influenzato dall’altissimo volume di tiri subiti, piuttosto che da una reale efficacia nel controllo del tabellone difensivo.
Gli aspetti negativi
Le molteplici difficoltà di Forrest e compagni, unite all’attuale striscia negativa, trovano pieno riscontro nei tabellini e nei dati statistici, delineando una squadra con ampi margini di miglioramento, soprattutto in fase offensiva. Pistoia vanta infatti uno degli attacchi meno prolifici del campionato, con appena 82 punti di media a partita e una bassa percentuale complessiva dal campo (44%), penalizzata da un deludente 49% nel tiro da due punti, la peggior prestazione in questa categoria. Nonostante la propensione a cercare soluzioni nel pitturato, la resa in questa zona è limitata a soli 0,78 punti per possesso. L’attacco dei toscani si conferma così poco efficiente, con un offensive rating di 103,8, il più basso del campionato.
Sul fronte difensivo, le recenti sconfitte pesanti contro Milano (115 punti concessi) e Scafati (107) hanno gonfiato la media dei punti subiti a 88,5 per partita. Tuttavia, il defensive rating di 110,8 rappresenta ancora il quarto miglior valore della LBA. Nonostante ciò, le prestazioni difensive nelle ultime uscite non hanno convinto del tutto, spingendo la società a intervenire sul mercato con l’acquisto di Derek Cooke per migliorare la solidità sotto canestro e dare nuova linfa a una squadra in cerca di riscatto.
I giocatori chiave
I frequenti cambiamenti sia sulla panchina che all’interno del roster hanno ostacolato la definizione di un sistema di gioco stabile e l’individuazione di un vero leader in casa Pistoia. La squadra conta diversi giocatori con oltre 11 punti di media, tra cui Forrest, miglior realizzatore con quasi 16 punti di media, Kemp a 13,4, e un gruppo formato da Christon, Rowan e Silins, fino a un ritrovato Paschall, tornato in campo nella seconda metà del girone di andata dopo un inizio da dimenticare. Tuttavia, il limitato impiego del resto del roster ha inciso sulla tenuta fisica dei titolari. Silins, spesso impiegato da centro, è apparso affaticato, e l’inserimento di Derek Cooke potrebbe spostarlo nel ruolo di ala grande, dove le sue buone percentuali dall’arco sarebbero meglio valorizzate. Intanto, Rowan è attualmente indisponibile a causa di problemi di salute e aveva già mostrato un calo di rendimento nelle ultime partite.
Forrest rimane un punto di riferimento per le sue qualità di tiratore dalla distanza, con un eccellente 46% da tre punti, oltre a distinguersi per l’intensità difensiva. Sul fronte della regia, Christon continua a dimostrare la sua abilità come assist-man, mentre l’arrivo di Kemp ha rappresentato una piacevole sorpresa per il club. L’ala di Miami ha portato un notevole contributo in attacco, con un offensive rating di 119,9, e si è rivelato un efficace rimbalzista difensivo, capace di lanciare con rapidità i contropiedi, offrendo una dimensione offensiva dinamica e aggressiva che ha già fatto la differenza.
Obiettivi per il prossimo futuro
Nonostante gli approfondimenti offerti dagli analytics, il cantiere Pistoia resta ancora in pieno sviluppo, con numerose lacune da colmare per cambiare marcia. L’arrivo di Derek Cooke, atteso in città nella giornata odierna e già in campo domenica contro Trieste, promette di dare una svolta alla fisicità e alla presenza a rimbalzo, aspetti in cui la squadra ha faticato, offrendo così un supporto necessario a un Silins non al top della forma. Con i recenti successi di Napoli e Cremona, l’obiettivo principale per i toscani è ora invertire la tendenza negativa e centrare una vittoria che manca dal 3 novembre scorso.
La sfida contro Trieste chiuderà il girone di andata, ma sarà solo il primo di una serie di appuntamenti cruciali. Subito dopo arriverà Varese al PalaCarrara, seguita dalla trasferta impegnativa a Trapani e da incontri chiave contro Treviso, Napoli e Scafati. Queste gare rappresentano opportunità decisive per ritrovare fiducia e acquisire la consapevolezza di poter lottare alla pari per la salvezza, gettando le basi per un finale di stagione all’altezza delle aspettative.
