Due sconfitte pesanti all’Unipol Forum, un passivo complessivo che parla chiaro e una serie che, almeno sulla carta, sembra già indirizzata. Eppure la Reyer è ancora viva, e domani al Taliercio dovrà dimostrarlo sul parquet. Gara 3 della finale scudetto è in programma alle 20.00, e per Venezia potrebbe essere l’ultima partita della stagione — oppure il punto di partenza per riaprire tutto.
Come riporta Il Gazzettino, i numeri delle prime due gare raccontano una storia difficile da ignorare. Milano ha chiuso gara 1 sul 100-80 e gara 2 sul 92-79, costruendo entrambe le vittorie già nel primo tempo: -17 all’intervallo nella prima sfida, -23 nella seconda. Sessantadue punti segnati da Milano in venti minuti in gara 2, terza miglior prestazione offensiva di sempre in un primo tempo di finale scudetto. L’Olimpia ha dominato con continuità, e la Reyer non è mai riuscita a trovare le contromisure necessarie.
Il peso della stanchezza e la differenza tra i roster
La società lagunare ha ammesso apertamente di essere arrivata alla finale in condizioni fisiche non ottimali, con una stanchezza accumulata che si è fatta sentire. Coach Spahija non ha girato intorno al problema:
«La Reyer non ha una panchina lunga come quella di Milano.»
Una differenza strutturale, figlia di scelte di mercato che hanno ridotto le rotazioni disponibili e abbassato la qualità complessiva del roster. Su tutti, Denzel Valentine e Chris Horton rappresentano il caso più evidente: la coppia più costosa dell’estate scorsa si è rivelata un investimento clamorosamente sbagliato. Dall’altra parte, chi ha trascinato Venezia fino alla finale — Amedeo Tessitori e Jordan Parks — ha mostrato un calo netto già in gara 2, così come RJ Cole, in evidente difficoltà contro la fisicità della difesa milanese.
La storia dice poco, il Taliercio può dire altro
I precedenti non aiutano. Nella storia recente della Reyer, ogni volta che una serie playoff è andata 0-2, il risultato finale non è mai stato ribaltato. Il computo complessivo dei confronti playoff tra le due squadre è di 12-2 in favore di Milano. E nelle ultime undici stagioni, la finale scudetto si è chiusa in sole tre gare soltanto una volta. Il precedente è recente, visto che nella scorsa stagione la Virtus Bologna ha travolto Brescia con un netto 3-0.
Eppure il Taliercio ha già fatto la differenza in questi playoff. Contro Derthona e contro la Virtus Bologna, Venezia ha vinto entrambe le serie — rispettivamente 3-2 e 3-1 — anche grazie al fattore casalingo. Vincere domani significherebbe portare la serie a 2-1 e rimandare tutto a una eventuale gara 4, con una possibile bella fissata per domenica 21 giugno all’Unipol Forum.
La Reyer è con le spalle al muro, e lo sa. Ma questa finale mancava da sette anni, e onorarla fino in fondo — attingendo a ogni risorsa fisica e mentale disponibile — è il minimo che il pubblico del Taliercio si aspetta.
