Rich Paul non ha intenzione di mettere fretta a LeBron James. L’agente storico della stella dei Lakers ha chiarito pubblicamente di non aver avuto alcuna conversazione con il suo assistito riguardo al futuro: né sulla possibilità di continuare a giocare, né su un eventuale addio a Los Angeles: “Non c’è stata nessuna conversazione. Vogliamo essere estremamente rispettosi nei suoi confronti e della sua famiglia. Non so nulla. Non gli sto parlando di questo. Non ne stiamo parlando.” Paul ha rilasciato queste dichiarazioni nell’ultimo episodio del podcast, in risposta alle domande dei conduttori.
L’agente ha anche voluto rispondere a un recente articolo di Dave McMenamin per ESPN, secondo cui LeBron James avrebbe manifestato frustrazione nei confronti dei Lakers per un episodio specifico: dopo la vittoria sui Cleveland Cavaliers, il general manager Rob Pelinka avrebbe consegnato il pallone della partita all’allenatore per celebrare un traguardo sulla panchina gialloviola. Il problema, stando alla ricostruzione di McMenamin, è che in quella stessa gara LeBron James aveva superato Kareem Abdul-Jabbar diventando il giocatore con più vittorie in assoluto nella storia NBA, tra regular season e playoff.
Secondo le fonti citate da McMenamin, James avrebbe vissuto il gesto di Pelinka come l’ennesima dimostrazione di scarsa considerazione da parte della società, tanto più in un momento in cui stava accettando volontariamente un ruolo offensivo secondario per favorire i compagni di squadra. Paul ha respinto l’idea che LeBron potesse essere turbato da una questione legata a un pallone, sottolineando implicitamente la quantità di riconoscimenti già ricevuti nel corso della sua carriera.
Lebron James verso la free agency?
Il rapporto tra James e la dirigenza dei Lakers è un tema che tiene banco ormai da diversi mesi. La scorsa estate LeBron aveva optato per restare, esercitando l’opzione da 52.6 milioni di dollari, con Paul che aveva dichiarato pubblicamente come il suo assistito tenesse a una “concreta possibilità di vincere il titolo“.
Ora, con la free agency alle porte, la situazione si ripropone in modo ancora più aperto. Pelinka ha fatto sapere di voler trattenere LeBron James, ma il quadro è complicato: la squadra ha bisogno di aggiungere qualità per tornare a essere competitiva per il titolo nella Western Conference.
Sul piano individuale, LeBron James ha chiuso la stagione con 20.9 punti di media — il minimo in carriera, eguagliato — ma con il 51.5% dal campo, 7.2 assist e 6.1 rimbalzi in 60 partite da titolare. Gli anni a Los Angeles rappresentano il periodo più lungo trascorso consecutivamente con una singola franchigia: in questo lasso di tempo ha portato i Lakers al titolo nel 2019-20, ma la squadra non ha superato il secondo turno dei playoff in cinque delle ultime sei stagioni.





