È iniziata la nuova stagione NBA e già le prime ore hanno portato con sé una sfida molto interessante, così come tante polemiche. La gara che ha aperto le danze è stata quella tra Houston Rockets e Oklahoma City Thunder, con i campioni in carica che hanno vinto il match dopo ben due overtime. Protagonisti assoluti Gilgeous-Alexander da un lato e Alperen Sengun dall’altro, ma c’era tantissima attesa per l’esordio di Kevin Durant con la franchigia texana. Slim Reaper ha chiuso con 23 punti segnati, ma soprattutto è stato coinvolto in un episodio che ha scatenato la furia dei padroni di casa.
Negli ultimi secondi del primo tempo supplementare, col punteggio sul 115 pari, SGA ha provato il tiro della vittoria. Il jumper del canadese è andato corto e Durant ha raccolto il rimbalzo a un secondo dalla sirena finale. KD ha chiamato un timeout, senza però rendersi conto di averli esauriti tutti, tanto da essere subito ripreso da Sengun. Gli arbitri non sembrano accorgersi dell’episodio e quindi non assegnano un fallo tecnico al numero 7 dei Rockets, tra le lamentele degli avversari. Una svista della terna, oppure un “non fischio” voluto? Ecco il commento di Silvio Corrias, ex arbitro di Serie A presente nella nostra chat premium.
115 pari. A pochi secondi dalla fine del supplementare, Durant cattura “l’airball” di Shai! Kevin con la palla in mano cerca di chiamare un time-out per fermare il cronometro – circa 1.3” – e avere una rimessa in gioco con conseguente tiro per vincere!
Nella concitazione dell’azione, gli arbitri, tutti e tre abbastanza distanti, non vedono il gesto di Durant e non assegnano il time-out. In quel battito di ciglia suona il buzzer di fine over-time: se ne giocherà un altro!
La situazione sotto molto aspetti è abbastanza curiosa. Vuoi perché solo in NBA e NCAA i giocatori possono chiedere un time-out. Vuoi perché Durant ha chiamato un time-out che la sua squadra non aveva. Vuoi perché di tre arbitri, che dovrebbero aspettarsi una situazione del genere, nessuno si è accorto della richiesta. Vuoi perché nel bene o nel male il fischio del time-out avrebbe “segnato” la partita! Ma procediamo con ordine.
Se nei campionati e tornei giocati con regole FIBA (EL inclusa) il time-out può essere richiesto solo dal Capo Allenatore o dal suo primo assistente, di là dall’oceano solo Head Coach e i giocatori in campo hanno questa facoltà: sia a palla morta che quando la propria squadra è in controllo della stessa. Per eccesso, Durant avrebbe potuto richiedere il time-out appena presa la palla anche con i piedi per aria. Quindi la richiesta di Kevin era assolutamente lecita.
In ogni overtime le squadre NBA hanno a disposizione due time-out (in FIBA 1). Ma I Rockets li avevano utilizzati entrambi. Il mancato fischio ha tutto sommato salvato i Rockets. Infatti se uno degli arbitri avesse concesso il time-out, la terna avrebbe dovuto attribuire un fallo tecnico ai Rockets con conseguente tiro libero (uno) per OKC da amministrarsi dopo la conclusione del time-out: che viene comunque concesso! Dopo il tiro libero del fallo tecnico il regolamento NBA prevede che la palla sia assegnata alla squadra che ha tirato il tiro libero del tecnico (OKC) nel punto più vicino a cui era stato interrotto il gioco.
OKC avrebbe avuto: l’occasione per segnare il tiro libero e portarsi un punto avanti; una rimessa in gioco dalla linea di fondo in attacco (vicino a dove Kevin avrebbe fatto la richiesta) con circa 1.3” per segnare un eventuale canestro.





