La pallacanestro italiana si prepara a vivere un derby romano. La neonata Maxima Roma — nome scelto da Paul Matiasic per quella che era la Pallacanestro Brescia — parteciperà alla prossima stagione sia in LBA che in Eurocup, affiancando il Basket Club Roma SPQR di Donnie Nelson e Luka Doncic, e ridisegnando in modo significativo la geografia del campionato.
Il trasferimento del club dal PalaLeonessa al PalaEur è ormai definitivo. La trattativa condotta da Matiasic con Mauro Ferrari aveva rischiato di naufragare giovedì scorso, quando la Fiba Europe aveva respinto le domande di Brescia — con campo indicato all’Eur — e di Trieste per l’accesso alla Basketball Champions League 2026-27. Senza una competizione europea all’orizzonte, l’intera operazione avrebbe potuto saltare. La wild card ottenuta per l’Eurocup ha invece chiuso il cerchio, e il Consiglio Federale ha dato il via libera ufficiale alla nuova società.
Messina in panchina, Savic al fianco
Sul fronte tecnico, la Maxima Roma dovrebbe affidarsi a Ettore Messina come capo allenatore, al posto di Matteo Cotelli. Messina era rimasto legato all’Olimpia Milano nel ruolo di responsabile delle operazioni sportive dopo il suo passo indietro volontario del 24 novembre scorso, ma ora sembra pronto a tornare in panchina. Con lui dovrebbe lavorare Zoran Savic, ex Partizan, nel ruolo di general manager.
Inoltre, come riportato da TuttoSport, la rosa eredita i contratti già firmati da Ferrari: restano sotto contratto Della Valle, Bilan, John Brown, Wheatle e Veronesi.
Una LBA che cambia volto
La doppia presenza romana è solo uno degli elementi che trasformano il campionato. La Lombardia perde sia Cremona che Brescia, con quest’ultima che lascia il ruolo di regione trainante del basket di vertice italiano. Sul fronte opposto, il Nordest consolida la propria centralità: sei squadre tra Venezia, Treviso, Verona, Trento, Udine e Trieste rappresentano un primato assoluto per quei territori.
La scomparsa di Vanoli e Germani inserisce entrambe le società in un elenco poco invidiabile: quello delle vincitrici della Coppa Italia poi dissolte. Un destino già toccato in passato alla Scandone Avellino e all’Auxilium Torino, cancellate dai debiti nel 2019. Nel frattempo, il movimento nel suo complesso continua a crescere: la stagione appena conclusa ha registrato oltre 1,8 milioni di spettatori nei palasport italiani.
