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NBA, Sam Presti difende SGA dalle critiche sui tiri liberi: “Gioca contro sei persone”

Il general manager degli Oklahoma City Thunder, Sam Presti, ha rotto il silenzio sul dibattito che ha infiammato l’ultima stagione NBA: la presunta tendenza della stella Shai Gilgeous-Alexander ad accentuare i contatti per guadagnare viaggi in lunetta. Durante la consueta conferenza stampa di fine anno, durata quasi due ore, il lead executive di OKC ha dedicato un appassionato intervento di sette minuti per smontare la narrativa tossica che si è creata attorno al back-to-back MVP della lega.

Presti ha confessato di non aver mai affrontato l’argomento direttamente con il giocatore, ironizzando sul fatto che il canadese “mi ucciderebbe per il fatto di parlarne”, ma ha ritenuto doveroso esprimere pubblicamente la posizione della franchigia. Secondo il GM, il trattamento riservato a SGA va oltre il parquet: “Gioca contro sei persone. Ha cinque difensori davanti, e il sesto difensore sono i social media. Questa è la realtà. Non sarà l’ultimo giocatore preso di mira dalla ‘macchina’, ma nessuno lo gestirà con la sua stessa grazia. Perché quando si accaniranno su qualcun altro, gli altri non scenderanno in campo ogni sera facendo finta di nulla”.

Da Steve Kerr a Chris Finch: la protesta degli allenatori NBA

Nel corso della stagione sportiva, la questione dei tiri liberi di Gilgeous-Alexander è diventata un’arma psicologica per molti allenatori avversari. Tecnici del calibro di Steve Kerr (Golden State Warriors), Chris Finch (Minnesota Timberwolves), J.B. Bickerstaff (Detroit Pistons) e Mike Brown (Sacramento Kings) hanno sollevato proteste formali o polemizzato nelle interviste post-partita, criticando i criteri arbitrali e accusando velatamente il numero 2 dei Thunder di flopping.

Sam Presti non ha usato giri di parole per descrivere questa strategia mediatica, sottolineando come le conferenze stampa si siano ormai “trasformate in un palcoscenico per esercitare pressioni e creare un vantaggio competitivo”. Sam Presti ha poi aggiunto: “Sappiamo bene di cosa si tratta. Un tempo andavi lì e parlavi della tua squadra. Ora, tutti si presentano e parlano degli arbitri, screditando la squadra avversaria. Ripeto, sono grandi agonisti, quindi sappiamo perché succede, e non li biasimo perché penso che credano che funzioni”.

Zero lamentele e niente load management: perché SGA è un giocatore d’altri tempi

Per disinnescare le critiche e spostare l’attenzione sui meriti sportivi della guardia, Sam Presti ha evidenziato come lo stile di gioco e il comportamento di Gilgeous-Alexander vadano in totale controtendenza rispetto ai difetti storici imputati alla NBA odierna.

In primo luogo, c’è il tema del rispetto verso la classe arbitrale: “Una delle critiche più comuni è che tutti i giocatori NBA non fanno altro che lamentarsi, piagnucolare ed emettere sentenze per intimidire gli arbitri con comportamenti scorretti durante le partite pur di ottenere un fallo. Shai ha preso tre falli tecnici quest’anno, nessuno dei quali per proteste”.

In secondo luogo, Sam Presti ha spento sul nascere le polemiche relative al riposo programmato, il cosiddetto load management, che ha costretto la lega a introdurre la regola delle 65 partite minime per l’eleggibilità ai premi: “Nessuno gioca più. Saltano un sacco di partite. Shai, invece, gioca ogni sera. Gioca i back-to-back, gioca molti minuti. Gioca contro le squadre forti e contro quelle meno forti. Gioca ogni singola sera. La sua costanza è ampiamente dimostrata. Quindi, non potete attaccarlo su questo”.

Infine, una nota tecnica sul repertorio offensivo, che non si limita all’abuso del tiro da tre punti: “La critica successiva è: ‘Non fate altro che tirare da 3. I giocatori NBA sanno solo tirare da 3’. Ok. Beh, lui ha riportato il tiro dal mid-range ai livelli di un’opera d’arte. È un giocatore trascendente per qualsiasi epoca. Ecco perché i giocatori della vecchia scuola amano il suo gioco”.

I dati smentiscono il caso: l’analisi dei Coach’s Challenge e dei falli subiti

Numeri alla mano, la polemica sulla presunta benevolenza degli arbitri si rivela priva di fondamenta statistiche. Presti ha snocciolato i dati ufficiali della regular season per fare chiarezza una volta per tutte:

“Ha subito 415 falli quest’anno; solo 11 sono stati sottoposti a challenge da parte degli allenatori avversari. Quattro di questi sono stati ribaltati. Parliamo di circa il 2,5% dei falli fischiati che è stato effettivamente contestato. È a pari merito con Joel Embiid all’ottavo e nono posto per numero di falli subiti nella stagione. Al sesto e settimo posto ci sono Jaylen Brown e Victor Wembanyama”.

Sam Presti ha concluso l’argomento evidenziando l’ipocrisia della percezione pubblica: “Ma capisco che, se si ascoltano le voci in giro, si potrebbe pensare che sia al primo, secondo, terzo, quarto e quinto posto da solo. Subiva molti più falli prima che la squadra crescesse, e ora che siamo diventati forti, ovviamente, la gente ci fa molta più attenzione”.

Sam Presti: il futuro dei Thunder e il mercato estivo dopo la sconfitta contro gli Spurs

La stagione di Oklahoma City si è interrotta bruscamente in gara 7 delle finali della Western Conference contro i San Antonio Spurs. Nonostante la delusione, l’armonia interna alla franchigia rimane solidissima. Al termine del match, Gilgeous-Alexander ha ribadito la sua totale fiducia nella dirigenza, definendo Sam Presti “il miglior GM di sempre” e affidandogli la gestione del roster in vista del mercato estivo.

Sam Presti, dal canto suo, ha spiegato come intende gestire il confronto con la sua stella durante la offseason, escludendo un coinvolgimento diretto ma valorizzando il dialogo continuo:

“Non tutte le mie conversazioni sono finalizzate a chiedere un parere, ma molte delle chiacchierate che faccio con i giocatori nascono dal fatto che mi piace imparare da loro e capire cosa vedono in campo. Con Shai è la stessa cosa. Adoro parlare con lui e capire cosa vede e cosa pensa durante la stagione.

Quando si tratta di questo genere di decisioni, non lo metterò mai in una posizione che possa compromettere lui, i suoi compagni o chiunque altro. So come gestire la cosa, non lo farei mai. In fin dei conti, devo prendere le decisioni migliori per la squadra. Spero di avere un rapporto tale con lui da poter parlare apertamente e decidere cosa sento sia più giusto fare”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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